COBAS per il COMUNISMO

Via Tribunali n° 181 - Napoli

 

 

Proletari di tutto il mondo unitevi!!!!!
 
Napoli, lì 08/10/2001

 

 

CONTRO GLI SFRATTI, L’AUMENTO DEI FITTI, IL DEGRADO E IL TAGLIO DEI SERVIZI SOCIALI, PER IL DIRITTO ALLA CASA !!!!!

 

 

A Napoli la questione sfratti sta assumendo dimensioni enormi ed incontrollate. Migliaia di famiglie e di singoli inquilini si trovano di fronte al dramma dello sfratto e a nessuna alternativa alloggiativa concreta, se non il ritrovarsi in mezzo ad una strada. Dopo avere chiesto per anni ed avere ottenuto l’abolizione della legge sull’equo canone, la Confedilizia, l’Uppi e l’Asspli, hanno avuto mano libera nel disdettare i vecchi contratti di locazione e di ricontrattare da una posizione di forza nuovi fitti a prezzo di mercato rastrellando in questo modo rendita e profitti più alti rispetto al passato. Hanno potuto fare ciò in quanto le nuove leggi sull’affitto hanno sancito, anche sul piano giuridico, il trionfo dello strumento della libera contrattazione e della fine dei vincoli imposti dalla vecchia legge sull’equo canone nella stipula dei nuovi contratti di locazione (ricordiamo a tal proposito la legge sui cosiddetti patti in deroga art.11 L.359/92 e la nuova legge sugli affitti L.431/98). La Confedilizia ha preteso che nella nuova legge sugli affitti fossero cancellate le prerogative e i poteri delle vecchie Commissioni Prefettizie in merito alla concessione della forza pubblica per l’esecuzione dei provvedimenti di sfratto, e la nuova legge sugli affitti, recuperando queste pretese, ha stabilito che fossero direttamente i giudici a concedere l’utilizzo della forza pubblica, a discapito della tutela dei cosiddetti soggetti sociali deboli da tutelare e proteggere (sfrattati in età avanzata, malati terminali, soggetti portatori di gravi forma di handicap, ecc.).

A questi cittadini non è che venisse riconosciuto il diritto a non essere sfrattati, ma nell’elaborazione di una apposita graduatoria di chi sfrattare per primi concedendo la forza pubblica, la Commissione Prefettizia decideva, in conformità alle leggi, di procedere secondo priorità che tutelavano le categorie sociali portatrici di esigenze particolari e in alto appena richiamate.

La città di Napoli, oltre a subire le scelte devastanti in materia di politiche abitative chiaramente antipopolari messe in atto dai governi di centrodestra e centrosinistra, si trova a subire altre scelte operate in ambito locale e che hanno avuto il merito di aggravare una condizione abitativa di per se già grave e in perenne emergenza. Possiamo ricordare: A) la cessione da parte della Società Risanamento (a prevalente carattere pubblico) del proprio patrimonio edilizio alla Società Domus Italica S.p.A. (Novembre 2000), successivamente denominata Società Risanamento Napoli; B) l’acquisto del Rione Stella Polare da parte della Finanziaria Pirelli di Tronchetti Provera, con conseguente aumento dei prezzi degli affitti e conseguenti sfratti per morosità ed espulsione dei ceti popolari da questo rione (vicinanza al centro di Napoli) nell’hinterland di Napoli; C) l’affidamento e la gestione del patrimonio edilizio di proprietà del Comune di Napoli alla Società Romeo S.p.A.; gestione questa tesa a massacrare gli utenti senza garantire in cambio una qualità di interventi manutentivi e di elargizione di servizi accettabili, tali da giustificare una nuova civiltà dell’abitare in rioni ultrapopolari; D) ricorso massiccio, da parte dei proprietari, ai subaffitti e ai contratti in nero, fatti a valanga a studenti fuori sede e ai lavoratori immigrati.

I Prefetti, i Presidenti delle Regioni e delle Province, i Sindaci dei Comuni ad alta tensione abitativa, ben conoscono queste emergenze e drammi sociali e nulla fanno per trovare soluzioni che possano alleviare le sofferenze delle famiglie che vengono sfrattate ogni giorno. Nelle città dove è forte il dramma degli sfratti ci sono migliaia di alloggi vuoti e sfitti, che i proprietari non affittano per logiche speculative ed affaristiche: le autorità di governo presenti in queste città e i Sindaci hanno il potere di requisire alloggi e di darli in fitto agli sfrattati. Perché non utilizzano questi poteri che la legge gli conferisce? La risposta è purtroppo fin troppo chiara: per non inimicarsi la proprietà, la rendita parassitaria e la speculazione finanziaria. Potrebbero chiedere al Governo nazionale di aumentare le disponibilità del fondo sociale nazionale di sostegno all’affitto, e non lo fanno perché ritengono che questi soldi vadano utilizzati diversamente. Non hanno il coraggio di opporsi alla recente sentenza della Consulta che sancisce il diritto da parte dei proprietari di sfrattare gli inquilini anche il giorno di Natale e che non hanno nessun obbligo di registrare i contratti di locazione, così come prevedeva la legge 431/98, per essere messi in grado di sfrattare: la lotta all’evasione fiscale la fanno in questo modo!

In ultimo sono incapaci di utilizzare tutti i fondi che hanno a loro disposizione per acquistare e/o costruire alloggi di ERP da assegnare al nuovo e al vecchio bisogno-casa esistente nelle città cosiddette a grande tensione abitativa.