LISTA “COBAS PER IL COMUNISMO”

CON CANDIDATO A SINDACO

VINCENZO SCAMARDELLA

 

1

Lopresto Domenico

Lavoratore coop 700

 

21

Improta Vincenzo

Impiegato Enel

2

Andretta Gerardo

Disoccupato

 

22

Lamari Elio

Regista cinem.

3

Angelino Andrea

Studente Universitario

 

23

Lenti Vittorio

Operaio

4

Arena Antonio

Lavoratore coop 700

 

24

Magyarova Zlatica

Segret.Prov. Unione Inquilini

5

Aronne Antonio

Disoccupato

 

25

Marigliano Luisa

Lavoratore coop 700

6

Attanasio Marisa

Impiegata alla Provincia

 

26

Panariello Nunzia

Operaio

7

Auricchio Ciro

Lavoratore coop 700

 

27

Paolillo Giovanni

Operaio L.S.U.

8

Basile Sebastiano

Invalido civile

 

28

Pennacchio Gennaro

Studente

9

Belli Salvatore

Operaio L.S.U.

 

29

Prota Nunzia

Casalinga

10

Bocchetti Immacolata

Disoccupata

 

30

Raimo Antonio

Disoccupato

11

Caravella Rosaria

Disoccupata

 

31

Raimo Gaetano

Disoccupato

12

Cecere Giovanna

Casalinga

 

32

Raio Nunzia

Operatrice socio-sanitaria

13

Chiarolanza Salvatore

Lavoratore coop 700

 

33

Ronga Francesca

Operaio

14

Cimminiello Luisa

Disoccupata

 

34

Sannino Raffaele

Fotografo

15

Ciotola Antonio

Artigiano

 

35

Tafuto Margherita

Disoccupata

16

Cozzolino Gianfranco

Autista A.N.M.

 

36

Todero Diana

Casalinga

17

Esposito Alessandro

Studente Universitario

 

37

Tosich Salvatore

Studente Universitario

18

Federico Ciro

Disoccupato

 

38

Trematerra Immacolata

Operaio

19

Giuliano Annamaria

Insegnante

 

39

Vallo Sabrina

Studente Universitario

20

Iaccarino Domenico

Grafico

 

40

Zecca Antonello

Studente Universitario

 

 

 

 

VOTA COBAS PER IL COMUNISMO COME UNICA ALTERNATIVA A SINISTRA

 

 

 

 

COBAS PER IL COMUNISMO

 

“Ciò che rifiutiamo non è senza valore ed importanza. È anzi proprio per questo che il rifiuto è necessario.

C’è una ragione che non accetteremo, c’è un’apparenza di saggezza che ci fa orrore, c’è un’offerta di accordo e di conciliazione che non accoglieremo mai. Si è prodotta una rottura, siamo stati ricondotti a quella franchezza che non tollera più la complicità.”

 

(Maurice Blanchot)

 

 

IL NOSTRO PROGRAMMA POLITICO PER NAPOLI

 

1°) DIRITTO DI VITA E DI DIGNITÀ: “UN REDDITO A CHI NON CE L’HA”

È necessario garantire un reddito a tutti coloro che ne sono privi. Indipendentemente dal lavoro essendo questo, per motivi estranei ai cittadini, non ottenibile facilmente, e strettamente connesso al diritto di vita e di dignità civile delle persone, che comunque deve essere garantito soprattutto se non hanno un lavoro.

L’art.3 della Costituzione cita “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.”

L’attuale Governo, invece, non solo non ha rimosso gli ostacoli di cui sopra, ma ha fatto di peggio, di più: ha definitivamente spaccato la società in classi fondandola esclusivamente sulla logica del profitto, sulla ricchezza crescente dei pochi e lo sfruttamento dei molti e nella quale ogni attività economica è tesa alla conquista del massimo guadagno individuale. Pertanto, strettamente consequenziale allo sviluppo del “CAPITALISMO” industriale, è l’origine di quel fenomeno di massa NOTO come EMIGRAZIONE.

Oggi infatti, come nel secolo scorso, dietro gli incoraggiamenti governativi ad emigrare (guarda caso dopo la grande manifestazione antiglobale, ove evidentemente la sorpresa dell’aggregazione delle masse ha preoccupato tutti, addirittura si è promosso a Napoli il 9.4.2001 dalla nota ADECCO, ovvero “Società di promozione di lavoro interinale” con PATROCINIO DEL COMUNE DI NAPOLI, il FORUM “LA MIA CITTÀ È … DOVE TROVO LAVORO!”), vi sono delle ragioni, soprattutto di carattere politico, ben precise, che non possono essere limitate al solo settore di sfruttamento economico in quanto non meno importanti possono essere i riflessi sociali. Infatti, si intuisce che da un’elevazione del tenore di vita del reddito medio, altre lotte sociali potranno essere fortemente attenuate, cosicché agitazioni e disordini dovute al troppo basso tenore di vita dei lavoratori e soprattutto alla disoccupazione vengano tenuti sotto controllo mediante la divisione dei movimenti e spezzandone la combattività.

Il reddito da garantire totalmente o parzialmente anche come integrazione ai miseri salari, dovrà essere tale da soddisfare il fabbisogno dei beni primari e secondari, materiali ed immateriali, perché attraverso esso ci si potrà liberare dalla miseria, dallo sfruttamento, dalle mortificazioni e dall’ignoranza. La gente dovrà diventare libera come in altri luoghi del Paese ed avere il diritto, la possibilità ed il lusso di poter pensare ad emanciparsi: circostanza questa, che in alcune regioni non è mai avvenuta e mai potrà avvenire sempre e soltanto per la stessa ragione: LA MISERIA!

 

2°) IL MURO DELLA CRIMINALITÀ: “UN REDDITO A CHI NON CE L’HA”

La camorra, la criminalità e la microcriminalità, l’illegalità diffusa, il contrabbando, i prodotti falsificati, l’abusivismo, le truffe, l’elevato grado di evasione scolastica, lo sfruttamento lavorativo dei minori, il lavoro nero, la prostituzione, che cosa sono se non un modello di sopravvivenza prodotto dalla mancanza del necessario e del certo? E quali sono le conseguenze ed il prezzo pagato per tutti i cittadini? Chi e che da ciò trae profitti economici e politici? È forse un caso che in questa regione si pagano le tariffe più alte come tassi bancari, spazzatura, parcheggi, assicurazioni, ecc.

È forse un caso che qui si sperimentano modelli di gestione delle città come aziende S.P.A. (vedi BOC comunali e privatizzazioni di ogni sorta)? È forse un caso che il SUD sia considerato la pattumiera d’Italia? No, niente è un caso: è sempre la conseguenza della condizione economica in cui versa la popolazione: LA MISERIA che non consente alla gente di capire, ma soprattutto di reagire. Ed anche per questo si giunge poi ad assumere comportamenti esasperati come gli scontri con le forze dell’ordine.

In una situazione diversa invece, la gente riuscirebbe ad individuare chi sono i responsabili delle loro sciagure. Nessuno dei partiti, oggi presenti dentro o fuori dal Parlamento, di sinistra, di centro o di destra, sono innocenti. Tutti speculano elettoralmente sulle condizioni da essi stessi provocate promettendo di volerle cambiare.

Ma nessuno lo vuole e lo fa davvero, perché a nessuno conviene rimuovere la causa a monte: LA MISERIA. Dunque è la solita presa in giro di ogni tornata elettorale.

Risolvere realmente il problema può interessare solo a chi come noi non ha alcuna intenzione di ottenere il potere, bensì partecipa alle elezioni per denunciare tutto ciò.

Non lo farà mai chi invece ha interesse che la gente rimanga nell’ignoranza per meglio usarla: questi desiderano che le condizioni della gente del SUD siano sempre peggiori, per poter esistere e proporsi come difensore di certe scelte scellerate votate in Parlamento e poi criticate nei collegi elettorali, come la legge sul federalismo che peggiorerà le condizioni dei cittadini sotto tutti i punti di vista, distanziandoli ancora di più dal resto del paese sia dal punto di vista economico-sociale che culturale. Tale peggioramento delle condizioni può solo far gioire coloro che per mestiere fanno i difensori politici, soprattutto e spesso in campagna elettorale.

 

3°) DIRITTO ALLA CASA: “UN REDDITO A CHI NON CE L’HA”

Garantire un reddito ed integrare i miseri salari significa evitare l’esclusione sociale e favorire l’integrazione. La società che “esclude” è la società che ammette in partenza il proprio fallimento.

Il reinserimento sociale non significa assistenza in quanto si rischierebbe di rinchiudere gli esclusi nella monopolizzata condizione di assistiti, ma significherebbe partire dagli stessi esclusi aiutandoli a prendere coscienza della loro identità e delle loro capacità, permettere loro di rafforzare il loro legame sociale e di essere protagonisti nella risoluzione dei loro problemi.

La mancanza di abitazione è una delle manifestazioni più gravi della esclusione sociale. Noi difendiamo il diritto ad abitare di ogni persona.

E non è soltanto il diritto ad un tetto, bensì un diritto alla dignità, alla cittadinanza e all’accoglienza. IL MONDO NON È UNA MERCE! Noi vogliamo un’Europa soprattutto fondata sull’uguaglianza e che non sia soltanto un grande mercato unificato. Non accettiamo l’idea che in un’Europa prospera, esista una notevole parte di popolazione che non gode del diritto di dignità propria. La libertà di circolazione e di residenza in Europa deve portare ad un’armonizzazione delle politiche dell’alloggio degli Stati membri tenendo conto delle esperienze di tutti in materia di lotta contro l’esclusione sociale e quindi dell’isolamento umano.

Quindi, pieno utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico ovvero, immobili E.R.P. in degrado ed inutilizzati, sottoposti al recupero e all’impegno sociale ed abitativo mediante cooperative di autorecupero e autoristrutturazione, dove gli stessi soggetti diventano attori protagonisti per la realizzazione e la concretizzazione di un progetto contro il degrado dei quartieri e l’invivibilità del territorio urbano.

 

4°) PROMOZIONE DELLA SALUTE: “UN REDDITO A CHI NON CE L’HA”

Garantire un reddito ed integrare i miseri salari significa sottoporsi con più agiatezza ad esami clinici, radiografici e a tanti altri controlli di screening.

Certo, tutto ciò dovrebbe essere garantito a tutti in quanto la tutela della salute pubblica rimane un riferimento essenziale per una società civile. Da qui parte la favola, e come di consuetudine inizia pressappoco così: “C’era una volta la Riforma Sanitaria del 23.12.1978, ovvero la L.833…”. La Legge “FANTASMA” si articolava in quattro fasi, la più importanti delle quali era sicuramente la prevenzione, che doveva avvenire mediante il controllo delle condizioni igieniche dei luoghi di lavoro, delle scuole, delle condizioni di vita delle famiglie e di chi smercia prodotti alimentari, nonché un’adeguata educazione sanitaria della popolazione. Le altre fasi riguardavano la diagnosi precoce, la cura e la riabilitazione. Lo slogan che si utilizzò era “PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE” ed era pertanto che tutti i cittadini periodicamente dovevano essere sottoposti a controlli in relazione col loro territorio, il loro lavoro, le loro abitudini. Quindi, un’anagrafe clinica di tutti i cittadini, tenuta costantemente sotto controllo ed aggiornata.

Si è invece percorsa tutt’altra strada: ticket illegali (in quanto già abbondantemente prelevati dallo Stato, dalle nostre misere buste paga), ingiusti per chi non ha reddito, per i precari, i pensionati, le casalinghe ecc.; medicinali catalogati per fasce, non è neanche consentito avere un’emicrania, devi pagare! Sostanziosi periodi d’attesa per essere sottoposti alle visite ambulatoriali, addirittura mesi per cure e accertamenti radiologico (TAC, MAMMOGRAFIA, RISONANZA MAGNETICA ecc.). Ospedali sforniti di personale, attrezzature, biancheria e letti, in assenza totale di elementari norme igieniche, tutto ciò per destabilizzare la funzionalità del pubblico e favorire il privato. E non solo! Infatti addirittura il privato si è impossessato delle strutture pubbliche con la “trovata” dell’INTRAMOENIA. Vale a dire che con i soldi dei contribuenti LORO, al pari degli imprenditori, fanno affari d’oro vendendo la buona salute in termini di interventi istantanei!

Sempre in tema di “FANTASMI” esiste, altresì, la Delibera Regionale n.10347 del 31.12.1998 che disponeva ad ESECUZIONE IMMEDIATA (…?…!) la promozione e il coordinamento di un modello organizzativo e gestionale, anche su base sperimentale, orientato all’efficienza, alla competitività ed all’efficacia individuato a mezzo di una società mista – partnership privati e partecipazione societaria regionale a maggioranza – che avesse condotto preliminarmente una gestione unitaria dei Servizi Sanitari. Ciò si rendeva necessario in quanto il subingresso delle AA.SS.LL., nonché delle aziende ospedaliere autonome, nei pregressi rapporti contrattuali intercorsi tra le disciolte UU.SS.LL. e le diverse ditte appaltatrici, avevano evidenziato modelli gestionali diversi e costi, per il medesimo servizio, in molti casi profondamente non omogenei. Peraltro, tale intervento avrebbe tutelato e garantito non solo livelli occupazionali, bensì anche la qualità dei servizi resi alle Strutture Regionali, nonché i costi complessivamente gravanti sulla finanza regionale sanitaria.

Ma tale Delibera Regionale prevedeva anche la revoca, da parte dei Direttori Generali della AA.SS.LL. e delle Aziende Ospedaliere, di ogni bando di affidamento dei predetti servizi a ditte e …PARROCCHIE varie! Ed è pertanto che non si è mai voluto dare esecuzione!

 

5°) PARITÀ DI OPPORTUNITÀ PER LA CULTURA: “UN REDDITO A CHI NON CE L’HA”

 

“A volte si vede nella scuola semplicemente lo strumento per tramandare una certa quantità massima di conoscenze alla generazione che sta formandosi. Ma questo non è esatto. La conoscenza è cosa morta; la scuola, invece serve a vivere […] l’obiettivo deve essere l’educazione di individui che agiscano e pensino indipendentemente, i quali, tuttavia, vedano nel servizio della comunità il loro più alto problema di vita.”

 

(A. Einstein)