PARTITO D’AZIONE COMUNISTA

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Napoli, 01/05/2003

 

Licenziamo il Governo

 

          Due anni di Governo di centro-destra hanno significato per gli italiani l’aumento indiscriminato di tutti i generi di prima necessità e di tutti i servizi (acqua, luce, gas, ecc.).

          Con la Finanziaria 2002 il Governo ha ridotto ulteriormente i fondi agli Enti locali, “costringendoli” a far pagare ai cittadini tasse maggiorate per l’Ici, i rifiuti solidi urbani e i trasporti locali. Le stesse politiche sociali attive portate avanti dai Comuni subiscono rallentamenti e ridimensionamenti: non ci sono fondi per sostenere gli affitti degli inquilini alle prese con gli aumenti delle pigioni; non ci sono fondi aggiuntivi per sostenere ed allargare la platea degli aventi diritto al reddito minimo di inserimento previsto per le famiglie in forte disagio economico; sono a rischio gli aiuti alle famiglie con tre minori a carico e i percettori dell’assegno di maternità.

          Questo Governo ha fatto molto, non a caso, in materia di controriforma della giustizia e di attacco all’indipendenza e all’autonomia dei Gudici approvando la Legge “Cirami”, la Legge sul conflitto di interesse, la Legge sull’esportazione di capitali all’estero, la riforma del diritto societario, l’abolizione della tassa di successione, i condoni fiscali e previdenziali a tutto vantaggio degli evasori e dei faccendieri. Nel contempo, in ossequio alle grandi lobby economiche e finanziarie, il lavoro diventa sempre più precario, marginale, flessibile.

 

MAI COME ADESSO IL PARLAMENTO È STATO AL SERVIZIO DI UNA CRICCA DI FACCENDIERI IMPEGNATI A DIFENDERSI DAI TANTI GUAI GIUDIZIARI E INTERESSATI AI PROPRI TORNACONTI ECONOMICI.

 

          Di fronte a tutto ciò bisogna solo pensare a preparare una incerta rivincita elettorale tra tre anni?

          Noi pensiamo, invece, che il Governo Berlusconi vada combattuto e abbattuto nelle piazze attraverso la mobilitazione e la lotta dei lavoratori e delle masse popolari ed è per questo che è necessario ed urgente lavorare per l’unificazione delle tante lotte sparse nel territorio.

 

-        Per l’unificazione delle lotte.

-        Per l’unità d’azione dei comunisti.

-        Per l’alternativa di sinistra.