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06/10/2009 - SOLIDARIETA' DI CLASSE A CHI LOTTA E SI ORGANIZZA.

Liberta' per Agnese, Salvatore e Raffaella!! - La lotta per il lavoro, la dignita' L'EMANCIPAZIONE NON SI PROCESSA E NON SI ARRESTA.

Martedì 6 dicembre 2009 - La questura di Napoli ha arrestato alcuni compagni e compagne del Sindacato Lavoratori in Lotta (SLL) e del P-CARC. Domani mattina (7 ottobre) saranno processati per direttissima. Facciamo appello ai lavoratori, agli operai, agli antifascisti, ai comunisti e ai democratici per una mobilitazione urgente in solidarietà! Da mesi la classe operaia del nostro paese, i lavoratori e le masse popolari si stanno mobilitando per non pagare la crisi dei padroni. Occupazioni di fabbriche, presidi, cortei, proteste si susseguono ogni giorno. E' una mobilitazione vasta e capillare che comprende i lavoratori di ogni settore e di ogni comparto, studenti, immigrati, donne, disoccupati. Ad agosto gli operai della INNSE hanno dimostrato che si può lottare e si può vincere e con la loro vittoria e con il loro esempio hanno dato nuova forza, determinazione e coraggio alle centinaia di migliaia di lavoratori che stanno perdendo o hanno perso il posto di lavoro. Dalle multe... La magistratura di Milano ha voluto punire i lavoratori della INNSE e a seguito delle mobilitazioni di agosto ha inflitto multe per decine di migliaia di euro a chi ha preso parte a quella lotta. Questa è la prima rappresaglia che i padroni conducono contro la campagna d'autunno per la difesa dei posti di lavoro. ...agli arresti Il 6 ottobre a Napoli i disoccupati in presidio sono stati duramente caricati dalla celere perchè protestavano contro gli imbrogli dell'amministrazione provinciale [vedi comunicato del Sindacato Lavoratori in Lotta, allegato a questo comunicato]. Dieci disoccupati sono stati fermati, tre dei quali trattenuti saranno processati mercoledì 7 ottobre per direttissima. Denunciamo l'atteggiamento intimidatorio, persecutorio e repressivo della Questura di Napoli: hanno fatto a Napoli le prove generali di ciò che i padroni li chiameranno a fare per contenere, reprimere e spezzare la mobilitazione operaia e popolare in tutta Italia. La lotta per il lavoro, la dignità e l'emancipazione non si processa!!! Libertà per Agnese, Salvatore e Raffaella!!


 

Pillola abortiva RU486. Respingiamo l'opposizione della Chiesa.

La pillola abortiva RU486 è stata recentemente autorizzata anche in Italia dall’Agenzia italiana per il farmaco: si tratta di un'ulteriore progresso scientifico a vantaggio della donna e della sua emancipazione.

Come era prevedibile, la Chiesa - sostenuta da vari ambienti conservatori ed oscurantisti - ha reagito violentamente alla notizia, scatenando una nuova campagna contro l'aborto ed arrivando addirittura a minacciare la scomunica per chi prescrive o assume la pillola RU486: la Chiesa, che ormai perde continuamente terreno e "adepti" grazie all'emancipazione dell'umanità e alle scoperte scientifiche che spazzano vie secolari credenze e pregiudizi, ricorre affannosamente a soluzioni drastiche come la scomunica per intimorire i fedeli.

Il Partito d'Azione Comunista condanna la nuova crociata della Chiesa e sostiene le nuove scoperte scientifiche che mirano all'emancipazione dell'umanità e in questo caso della donna in particolare: per questo invita tutti i proletari ad ignorare gli anatemi della Chiesa e ad affidarsi alla scienza e alla razionalità!

 


06/04/2009. Solidarietà con la popolazione abbruzzese, colpita dal tremendo terremoto.

Il Partito d'Azione Comunista esprime la propria solidarietà alla popolazione abbruzzese, colpita dal tremendo terremoto, ribadendo la necessità di salvaguardare l'ambiente dagli scempi che ne limitano le difese naturali e di dotare le zone del Paese a rischio sismico di adeguate e moderne strutture antisismiche.

 


15/03/2009. Il Segreterio Generale della CGIL Epifani dichiara implicitamente ciò che teoria e prassi hanno dimostrato da decenni: la CGIL (così come UIL e CISL) è un'organizzazione borghese e quindi antirivoluzionaria!

 

E' dimostrato da decenni con la teoria e la prassi che i sindacati di "sinistra" sono in realtà organizzazioni borghesi antirivoluzionarie che - moderando la spinta del proletariato del quale controllano la maggioranza - mantengono, nella migliore delle ipotesi, le sue rivendicazioni nell'ambito delle compatibilità borghesi.

Ora però arriva una conferma implicita dal Segretario Generale della CGIL Epifani, il quale, in un'intervista rilasciata al "Corriere della sera", ha fatto queste gravi dichiarazioni:

Domanda: «Intanto il 4 aprile si avvicina. La Cgil prepara la manifestazione contro il governo. Più politica che sindacale?»

Risposta: «Noi facciamo sindacato. E comunque faccio osservare che tutte le nostre iniziative di lotta sono servite a governare una rabbia e una protesta che sono diffuse e che in altri Paesi sono esplose, come in Grecia o in Francia dove, l'altro giorno, i dipendenti della Sony hanno sequestrato per una notte l'amministratore delegato che aveva annunciato licenziamenti. E non è un caso se il sabato prima della nostra manifestazione il sindacato inglese ne farà una a Londra sugli stessi temi».

Quindi la CGIL non solo fa politica antirivoluzionaria e pertanto ostile e contraria agli interessi storici del proletariato, ma ora il suo Segretario Generale Epifani ci tiene anche a sottolinearlo, quasi a vantarsene e a rassicurare la borghesia, affermando inoltre che le «iniziative di lotta sono servite a governare una rabbia e una protesta che sono diffuse», lasciando intuire che quindi, in questo caso, non sono neanche servite ad avanzare rivendicazioni nell'ambito delle compatibilità capitalistiche!

Il Partito d'Azione Comunista denuncia ancora una volta l'ormai persino dichiarata linea borghese dei sindacati confederali e chiama il proletariato alla lotta contro la crisi capitalistica e i suoi effetti che lo stanno impoverendo drammaticamente: lotta di classe contro la borghesia e i suoi rappresentanti politico-sindacali che - dichiarandosi di "sinistra" - riescono a «governare una rabbia e una protesta che sono diffuse».

 


29/01/2009. Fidel Castro annuncia che non ci saranno concessioni per la restituzione di Guantanamo.

Fidel Castro, in un articolo della sua rubrica 'Riflessioni del compagno Fidel', ha annunciato che Cuba non cambierà il suo sistema politico in cambio della restituzione dagli USA del territorio dove sorge la base di Guantanamo.

Come ha ricordato lo stesso Fidel, il nuovo presidente statunitense Barack Obama ha detto - dopo il suo insediamento - che "sulla restituzione a Cuba del territorio occupato dalla base di Guantanamo deve considerare sotto quali concessioni la parte cubana accederebbe a questa soluzione, il che vuol dire l'esigenza di un cambio del suo sistema politico, un prezzo contro il quale Cuba ha lottato per mezzo secolo".

Fidel Castro a tal proposito ha dichiarato: "Mantenere una base militare a Cuba contro la volontà del nostro popolo violenta i principi del diritto internazionale. E' facoltà del presidente degli Stati Uniti rispettare la norma senza alcuna condizione. Non rispettarla costituisce un atto di arroganza e un abuso del suo immenso potere contro un piccolo paese."

Il ministro degli Esteri cubano Felipe Perez Roque ha aggiunto che la decisione di Obama di chiudere il carcere di Guantanamo è "un passo positivo" ma "insufficiente", poiché Cuba chiede la restituzione del "territorio occupato contro la nostra volontà per oltre un secolo".

Il ministro degli Esteri cubano Felipe Perez Roque ha aggiunto che la decisione di Obama di chiudere il carcere di Guantanamo è "un passo positivo" ma "insufficiente", poiché Cuba chiede la restituzione del "territorio occupato contro la nostra volontà per oltre un secolo".

Il Partito d'Azione Comunista esprime la propria solidarietà a Cuba, che subisce da decenni un ignobile ed infame embargo da parte degli USA!

Restituzione del territorio di Guantanamo a Cuba, senza se e senza ma!