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NOTIZIE 2005

 

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17/12/2005. Nel 2005 la bilancia commerciale italiana segna il record negativo degli ultimi 14 anni!

 

La bilancia commerciale (cioè il saldo tra importazioni ed esportazioni di un Paese) ha segnato, nei primi 10 mesi del 2005, il record negativo degli ultimi 14 anni (dal 1991 ad oggi).

Il passivo è di 7.243 milioni di euro.
 

Anche questo importante dato, come molti altri (si vedano gli archivi nel sito) dimostra la fondatezza delle asserzioni del Partito d’Azione Comunista, ovvero che - al contrario del Paese felice sbandierato da Berlusconi - siamo in presenza di una crisi capitalistica accentuata dalla competitività "esplosiva" dei Paesi emergenti, alla quale le borghesie occidentali rispondono con massicce controriforme ai danni del proletariato.

 

Organizziamo la lotta di classe, sotto la direzione marxista-leninista del Partito d'Azione Comunista, per combattere la crisi economica capitalistica!

 


10/12/2005. Solidarietà al movimento di lotta “No TAV”

 

Il Partito d’Azione Comunista esprime la propria solidarietà al movimento di lotta “No TAV”, che si batte in Val Susa contro l’imponente opera dei Treni ad Alta Velocità, che provocherebbe un impatto devastante sull’ambiente e sulla vita della popolazione locale.

 

I presidi contro i lavori sono stati sgomberati, di notte, con un’incursione spropositata da parte delle forze dell’ordine, che ha provocato feriti e contusi tra tanti manifestanti: queste “prove di forza” del Governo vanno condannate con forza.

 

Il Partito d’Azione Comunista ribadisce il proprio appoggio alla popolazione in lotta, contro grandi opere “affaristiche” e disastrose per l’ambiente.

 


04/10/2005: l’Eurostat annuncia che ci sono milioni di persone a rischio povertà.

 

L’Eurostat (Istituto europeo di statistica) ha diffuso i risultati dello studio “Povertà ed esclusione sociale nell'Ue-25”, dal quale emerge che in Italia 11 milioni di persone sono a rischio povertà (per l’intera Europa il dato è addirittura di 72 milioni).

La soluzione suggerita è l’intensificazione dello stato sociale, in tutte le sue articolazioni.

 

Quindi anche l’Eurostat, organismo borghese, riconosce la grave situazione economica che sta “proletarizzando” settori crescenti della popolazione, e indica il welfare quale rimedio per arginare il problema.

 

La crisi capitalistica minaccia direttamente milioni di proletari vecchi e nuovi.

L’unica risposta deve essere la lotta di classe e l’organizzazione politica del proletariato sotto la direzione marxista-leninista, per la trasformazione rivoluzionaria della società borghese!

 


31/08/2005. L’anno scolastico 2005/06 comporterà nuovi aumenti dei costi dell’istruzione.

 

L’anno scolastico 2005/06 si preannuncia con nuovi aumenti delle spese per l’istruzione, che si aggiungeranno ai già elevati oneri sostenuti per ogni studente.

 

Difatti dalle indagini svolte da varie associazioni di consumatori risulta un aumento dei prezzi di libri, dizionari, materiale di cancelleria etc. del 10-15% rispetto all’anno scorso (mentre si riducono i contributi pubblici per gli stessi libri di testo). Senza dimenticare le tasse scolastiche, le spese per il trasporto e per la refezione.

Il tutto al cospetto di un’istruzione sempre meno efficiente a causa dei continui tagli destinatigli, intensificatisi con l’attuale Governo Berlusconi (che contemporaneamente non disdegna di finanziare le scuole private del mondo cattolico e dell’alta borghesia).

 

Il Partito d’Azione Comunista si batte da sempre per la difesa del diritto allo studio e contro la mercificazione della cultura!

Lottiamo per la gratuità integrale dell’istruzione (compresi tutti i servizi annessi), per ogni ordine e grado, e contro il finanziamento delle scuole private!

 


20/07/2005. La bilancia commerciale italiana segna il peggior risultato dal 1992.

 

L’ISTAT ha reso noti i risultati relativi alla bilancia commerciale italiana (indice del commercio con l’estero) per i primi cinque mesi del 2005: si è registrato il record negativo dal 1992.

Il saldo passivo è di ben 6.277 milioni di euro (nello stesso periodo del 2004 era stato di 2.724 milioni di euro).

 

È l’ennesima dimostrazione della crisi del capitalismo italiano, accentuata dalle politiche neoliberiste del Governo Berlusconi.

 

Mobilitiamoci per la cacciata del Governo Berlusconi e per la costruzione di una forte alternativa politica di classe!

 


05/07/2005. Il Governo Berlusconi annuncia dati economici allarmanti nella bozza del DPEF.

 

Il Governo Berlusconi ha presentato alle parti sociali la bozza del DPEF (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria), nel quale annuncia dati negativi per l’economia del Paese.

In particolare, per il 2005 la crescita del PIL (Prodotto Interno Lordo) è stimata a zero, mentre il rapporto deficit/PIL è stimato al 4,3%.

 

È il riconoscimento del Governo Berlusconi della crisi in cui versa il capitalismo italiano, accentuata dalle politiche dell’esecutivo, che spreca risorse enormi nelle campagne militari imperialiste e negli sgravi ai ceti più abbienti, penalizzando nel contempo i lavoratori, le cui retribuzioni hanno subìto in questi anni un netto calo del potere d’acquisto.

 

Mobilitiamoci per cacciare il Governo Berlusconi e per costruire una forte alternativa politica di classe ai due poli borghesi dominanti, capace di dare rappresentanza ai proletari!

 


10/06/2005. L’ISTAT ratifica la recessione dell’Italia.

 

L’ISTAT ha ratificato ufficialmente quanto già annunciato dall’OCSE: l’Italia è in recessione.

Nel primi tre mesi dell’anno il PIL (Prodotto Interno Lordo) ha registrato un calo dello 0,5% rispetto all’ultimo trimestre 2004 (calo che segue a quello dello 0,4% di fine 2004).

Si tratta di una ulteriore conferma di quanto il Partito d’Azione Comunista denuncia da anni, e cioè della grave crisi in cui versa il capitalismo, aggravata dalle politiche liberiste del Governo Berlusconi.

 

Mobilitiamoci per cacciare il Governo Berlusconi, che provoca una gigantesca crisi economica a causa di precise scelte di classe: riduzione delle tasse ai redditi più alti e ai grandi patrimoni, sostegno alle campagne militari di U.S.A., Gran Bretagna ecc., tagli delle risorse per i ceti meno abbienti.

 


24/05/2005. L’O.C.S.E. dichiara ufficialmente che l’Italia è in recessione.

 

L’O.C.S.E. (Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica) ha annunciato un grande crollo dell’economia italiana, prevedendo una salita del rapporto deficit/Pil al 4,4% nel 2005 e al 5,1% nel 2006; quindi molto al di sopra del 3% richiesto dal trattato di Maastricht (nonché del 3,75%, previsione già di per se pessimistica del Ministero dell’Economia).

Anche il P.I.L. (Prodotto Interno Lordo), piuttosto che crescere, scenderà dello 0,6% nel 2005.

Partendo da questi dati allarmanti, l’O.C.S.E. conclude affermando testualmente che l’economia italiana è “caduta in recessione all’inizio del 2005”.

Il Partito d’Azione Comunista, che ha sempre denunciato la grave crisi in cui versa il capitalismo, aggravata dalle politiche liberiste del Governo Berlusconi (si vedano gli archivi dei documenti e delle notizie), riceve ora una conferma della fondatezza di tali denunce, dall’O.C.S.E., ossia da un organismo della borghesia.

 

Bisogna mobilitarsi per porre termine al Governo Berlusconi, che ha sperperato (e continua a farlo) enormi risorse riducendo le tasse ai redditi più alti e ai grandi patrimoni, sostenendo suicide campagne militari al fianco di U.S.A. e altri, e riversando tali sprechi sui ceti meno abbienti.

 


07/05/2005. Bush indica la Bielorussia come altro Paese da “normalizzare”.

 

Durante una visita a Riga, nell’ambito del suo viaggio in Europa in occasione del 60° anniversario della vittoria degli alleati sul nazi-fascismo, Bush ha additato la Bielorussia come <<un’ultima dittatura>> in Europa, dichiarando (come già fece Condoleeza Rice, Consigliere per la sicurezza nazionale U.S.A.) di voler sostenere l’opposizione al <<regime>> esistente.

 

Ancora una volta Bush mira a “normalizzare” Paesi “non-allineati”: l’ha fatto con l'Afghanistan e l'Iraq, minaccia di farlo con la Corea del Nord, l'Iran, la Siria… Ed ora “minaccia” anche la Bielorussia.

 

Contro la politica imperialista di Bush e degli U.S.A.!

Per l'indipendenza e la sovranità dei popoli!

 Mobilitiamoci affinché la Bielorussia non diventi il nuovo Paese aggredito da Bush! 

 


17/04/2005. Servizi sociali in continuo ridimensionamento, soprattutto al sud.

 

Uno studio della CGIA di Mestre (l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese) ha fornito dati allarmanti riguardo alla situazione dello stato sociale: i servizi forniti sono in calo da molti anni, soprattutto al sud (dove invece ce ne più bisogno).

Dal 1999 al 2003 – a seguito di tagli ai trasferimenti dallo Stato agli enti locali, bilanci di questi ultimi dissestati e scelte precise in senso antiproletario – la spesa sociale dei Comuni del sud è crollata, tagliando risorse per gli anziani, gli asili nido, l'assistenza ai disabili, le famiglie disagiate…, anche in quelle Amministrazioni governate dal cosiddetto “centro-sinistra” (PRC incluso).

Tra i comuni che hanno tagliato i servizi sociali, si evidenziano Caserta (-78,2%), Reggio Calabria (-34%), Catania (-12,2%), Napoli (-11,5%).

 

Il Partito d’Azione Comunista, da sempre in prima linea nella difesa delle conquiste del proletariato, e per il loro ampliamento, continua a denunciare la logica di classe alla base dei continui tagli allo stato sociale, e si mobilita affinché i servizi al proletariato vengano mantenuti ed estesi, contro le logiche del mercato!

 


31/03/2005. Emergenza sfratti per trentamila famiglie.

 

Oggi scade il decreto di differimento degli sfratti, per cui circa trentamila famiglie rischiano di restare senza abitazione; molte di esse hanno anziani e/o disabili a carico.

È il culmine di una situazione già grave, con in atto altre decine di migliaia di provvedimenti di sfratto, ai danni soprattutto di nuclei familiari a basso reddito.

Nell’ambito di una lotta per il diritto alla casa che il Partito d’Azione Comunista conduce da sempre, con all’ordine del giorno il ripristino dell’equo canone, la riqualificazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica (soprattutto dei quartieri periferici ghettizzati), il sostegno all’affitto, oggi è prioritario chiedere

 

Il blocco immediato degli sfratti

 

in attesa di una risoluzione dignitosa per i nuclei familiari interessati, che non possa prescindere dall’inalienabile diritto alla casa per tutti!

 

Mobilitiamoci per il diritto alla casa, contro gli sfratti, la rendita e tutte le barbarie della società capitalistica.

 


19/03/2005: Giornata Internazionale contro la guerra.

 

Il Forum Sociale Mondiale - Forum Sociale Europeo sta organizzando, grazie al lavoro del Comitato Promotore in Italia, una Manifestazione Nazionale nella Giornata Internazionale contro la guerra.

Il concentramento è previsto a Roma, in Piazza della Repubblica, alle ore 14.00. 

Il Partito d’Azione Comunista aderisce a tale manifestazione, in linea con la sua posizione di denuncia del carattere imperialista della guerra in Iraq (si vedano i documenti e le notizie sul sito), ed invita i proletari alla più ampia partecipazione.

 

Contro la guerra in Iraq e tutte le guerre imperialiste!

Per la liberazione dell'Iraq dalle forze di occupazione!

Per la restituzione della sovranità al popolo iracheno!

 


14/02/2005: Gli U.S.A. lavorano ad una nuova fase di espansione imperialista.

 

Gli U.S.A., guidati dall’amministrazione Bush, sembrano intenzionati ad avviare una nuova fase di espansione imperialista, che prevede un’intesa generale con i Paesi europei e il possibile attacco ad altri Paesi “non allineati”.

A dare il via a questa fase è stato il nuovo segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, che recentemente è giunta in Europa ed ha incontrato, tra gli altri, gli alleati della Nato a Bruxelles.

La signora Rice ha per l’appunto chiesto agli europei di superare le divisioni sorte con Bush sulla guerra in Iraq, e quindi di contribuire logisticamente alla “normalizzazione” del Paese.

Per quanto riguarda invece la prospettiva di nuovi fronti sui quali espandere la propria politica imperialista, gli U.S.A. tornano a rivolgere l’attenzione su Iran e Corea del Nord, inseriti nella lista dei Paesi canaglia, elevandosi a “giudici dell’umanità”.

Tuttavia la Rice ha ribadito la necessità di trovare accordi con i Paesi europei, temendo per le truppe statunitensi nuovi pantani come quello iracheno.

 

La politica imperialista U.S.A. prosegue ad ampio raggio e cerca alleanze in Europa.

Il Partito d’Azione Comunista continua a denunciare tale politica e lotta per la liberazione dell’Iraq dalle forze di occupazione, e perché non avvengano nuove aggressioni ad altri Paesi, denunciando altresì la non risolutezza della “sinistra borghese” nel contrastare attivamente queste politiche.

 


18/01/2005. Imponente sciopero dei ferrovieri.

 

I ferrovieri hanno indetto e realizzato un imponente sciopero di 24 ore, a seguito della recente tragedia di Crevalcore, che ha provocato tante vittime a causa di uno scontro tra due treni.

Lo sciopero ha causato la soppressione di oltre 200 treni, grazie ad adesioni che sfiorano il 90%, con punte in Toscana e nel Meridione, oltre che a Roma.

I lavoratori chiedono investimenti nella sicurezza, nella manutenzione e nell’ammodernamento della rete ferroviaria, e a tal proposito hanno organizzato assemblee in varie città, dalle quali è scaturita la richiesta ai presidenti di Camera e Senato di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla sicurezza nelle Ferrovie dello Stato.

 

Il Partito d’Azione Comunista sostiene la lotta dei ferrovieri, e chiede investimenti che garantiscano maggiore sicurezza per i treni, oltre che aumenti salariali tali da dare dignità ad un lavoro così importante ed usurante allo stesso tempo.

 


12/01/2005. Iraq: terminata definitivamente, senza successo, la ricerca delle armi di distruzione di massa.

 

Il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan, ha annunciato che in Iraq è terminata la ricerca delle armi di distruzione di massa, con esito negativo.

Infatti il capo degli ispettori U.S.A. Charles Duelfer ha dichiarato: «Saddam non aveva questi armamenti e non era in grado di svilupparli».

Lo stesso Duelfer consegnerà un rapporto ufficiale il mese prossimo, che confermerà quanto riportato nel precedente rapporto del Settembre 2004, dove già si dichiarava che il regime di Saddam Hussein non aveva armi di distruzioni di massa e non era in grado di svilupparle.Decade quindi in modo definitivo la “giustificazione” fondamentale data alla guerra in Iraq dagli U.S.A. e dai loro alleati, ossia quella delle “armi di distruzione di massa”.

 

Il Partito d’Azione Comunista, che ha sempre denunciato l’infondatezza di tale giustificazione, svelando invece il carattere imperialista della guerra, oggi riceve ulteriori conferme alle sue tesi.

Si chiede pertanto il ritiro immediato ed incondizionato delle truppe di occupazione in Iraq e la riparazione per i danni immani provocati alla popolazione, al territorio e alla dignità di un Paese!

 


08/01/2005. In Iraq continua la strage di civili innocenti.

 

Un attacco aereo americano nel villaggio di Aaytha, a sud-est di Mosul (Iraq settentrionale), ha distrutto un'abitazione provocando 14 morti. Mentre i militari U.S.A. dicono di non avere informazioni a riguardo, in alcune foto mostrate dalla Reuters è documentata la distruzione della casa, nonché la presenza di fosse in cui sono state sepolte le vittime.

 

Si tratta dell'ultimo di una serie enorme di episodi che, dall'inizio di una guerra chiaramente imperialista definita illegale addirittura dall'O.N.U., colpisce in modo disastroso il popolo ed il territorio iracheni.

 

Iraq libero, subito!