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PARTITO
D’AZIONE COMUNISTA Via
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081 210810 Sito
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info@partitodazionecomunista.it |
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Napoli,
16/06/2004 GRANDE
AFFERMAZIONE ELETTORALE DEL PARTITO D’AZIONE COMUNISTA ALLE ELEZIONI
PROVINCIALI DI NAPOLI Il
Partito d’Azione Comunista, nonostante i suoi limiti oggettivi nella fase
attuale, ha ottenuto una grande affermazione elettorale alle elezioni per la
Provincia di Napoli. Ciò conferma che, in una fase come quella attuale,
nella quale c’è una ripresa della lotta di classe ed uno spazio politico
“potenziale” a sinistra di Rifondazione Comunista, esistono le
condizioni per lo sviluppo di una forza politica comunista realmente di
classe, che rompa il circolo vizioso del revisionismo ed agisca in modo
antagonista e conflittuale, fuori e contro ogni schema di compatibilità con
gli interessi della borghesia. Il
futuro governo nazionale dell’Ulivo, allargato a Rifondazione Comunista,
avrà come priorità quella di provvedere con urgenza al risanamento della
finanza pubblica a danno dei lavoratori e dei pensionati, e di portare a
compimento il processo di ristrutturazione dell’apparato istituzionale e
dei suoi centri di comando e di potere. La democrazia consociativa e
partecipativa dovrà cedere il passo in via definitiva alla democrazia
autoritaria ed elitaria: il sistema elettorale proporzionale dovrà essere
abolito del tutto, in tutte le sue dinamiche, a favore di quello
maggioritario, e la stessa forma della Repubblica da parlamentare dovrà
diventare presidenziale. Il vecchio disegno politico istituzionale della
loggia massonica denominata P2 sta per essere portato a termine. Il blocco
sociale coalizzatosi intorno a Berlusconi e che vedeva in prima fila la
Confindustria, la Banca d’Italia e la gerarchia della chiesa cattolica,
incomincia a sgretolarsi e ad allontanarsi da questa maggioranza di governo
e ad avvicinarsi alle varie componenti dei partiti dell’Ulivo. I disegni
reazionari delle varie componenti della borghesia devono concludersi
recuperando pace sociale, controllo della conflittualità sociale attraverso
una nuova stagione di politiche e relazioni sindacali, improntate allo
spirito della concertazione. L’aumento della produttività, la
ristrutturazione dell’apparato produttivo, i licenziamenti da fare nella
grande, media e piccola impresa, da un punto di vista della componente
borghese oggi dominante all’interno della Confindustria, si fanno
coinvolgendo nell’area di governo e di gestione del potere partiti e
sindacati della sinistra borghese, liberandosi in questa congiuntura del
governo Berlusconi, che è – non dimentichiamolo – governo di lacrime e
sangue per l’intero proletariato. Riteniamo
che la stessa posizione assunta da gruppi politici appartenenti all’area
della Sinistra di Classe, di candidare propri esponenti nelle liste di
Rifondazione Comunista, sia stata non solo opportunistica ma del tutto
improduttiva ed inefficace, in quanto non ha determinato l’elezione di
questi quadri politici all’interno delle Istituzioni oggetto della tornata
elettorale, ma al contrario ha fatto accrescere il consenso a Partiti non
comunisti come il PRC e il P.d.C.I.. La
posizione corretta, di classe, da assumere, è quella di organizzarci fuori
e contro il circuito dei Partiti Politici borghesi inclusa Rifondazione
Comunista e di lavorare per l’unità vera e reale di tutti i settori della
Sinistra di Classe all’interno del Partito d’Azione Comunista. |
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