PARTITO d’AZIONE COMUNISTA

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Al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici in sciopero generale contro il Governo di Berlusconi, Bossi, Fini, Fazio, Agnelli.

 

Sciopero Generale il 16 Aprile 2002 contro il Governo di destra che ha scelto di attaccare duramente le conquiste del movimento operaio limitandone e/o annullandone i diritti politici e sociali ed aggravandone le condizioni di vita materiale.

 

Un governo che ha fatto suo un programma di politica economico e sociale neoliberista che abbiamo avuto la sventura di ben conoscere ai tempi di Reagan in America e della signora Thacheter in Inghilterra: questo modello di politica economico e sociale non ha prodotto maggiore ricchezza ma diminuzioni dei diritti dei lavoratori, precarietà nei rapporti lavorativi, flessibilità e mobilità: in una parola darwinismo sociale.

 

Quello che ci troviamo di fronte è un Governo che utilizzando lo strumento delle deleghe impone i suoi programmi di politica economica con forza e brutalità: è delega la cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, la controriforma della scuola operata dalla Moratti, lo smantellamento delle pensioni e delle liquidazioni e l’intera manovra fiscale proposta dal Ministro Tremonti. Incluso i provvedimenti premiali per i datori di lavoro che intendono uscire dal lavoro nero. Non da meno e con uguale velocità e brutalità questo governo ha deciso e il Parlamento ha votato leggi di notevole importanza in materia di giustizia, di diritto societario,di sanatoria per le esportazioni dei capitali all’estero,del conflitto di interessi e di rogatorie internazionali.

 

I diritti e le conquiste dei lavoratori sono stati toccati con la liquidazione dello scatto unico dei punti della contingenza   e della scala mobile, con la controriforma previdenziale operata dal ministro Dini, con il lavoro interinale, ultraflessibile e precario introdotto dal ministro Treu e con la politica della concertazione messa in atto dalla CGIL CISL UIL.

 

Bisogna lottare non solo per non fare smantellare ulteriormente l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ma per estenderne la sua efficacia a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrice soprattutto a quelli che lavorano in aziende al di sotto dei quindici dipendenti.

 

Bisogna combattere contro la nuova proposta di legge in materia di immigrazione proposta dal tandem Fini e Bossi che introduce nell’ordinamento giuridico italiano il reato di immigrazione clandestina legittimando in questo modo sentimenti di razzismo, di xenofobia, di emarginazione ed esclusione sociale nei confronti dello straniero e successivamente del diverso.

 

Lo stesso diritto di sciopero è seriamente minacciato e in sua difesa di scioperi generali bisognerebbe farne più di uno.

 

Quella che bisogna spezzare con forza è la gabbia delle compatibilità e della concertazione: tra capitale e lavoro   c’è lotta ed antagonismo e non coesione o cogestione. La storia dell’umanità è storia di lotta di classe ed è quest’ultima il motore che può cambiare il mondo.

 

Contro le politiche neoliberiste di Berlusconi, Fini, Fazio ed Agnelli:  per l’Autonomia e l’indipendenza di classe dei lavoratori.

Per l’Unità di tutti i settori della Sinistra di classe. 

 

PARTITO  D’AZIONE  COMUNISTA

Napoli, 16 Aprile 2002