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Napoli 20 Settembre 2001
L’Imperialismo americano e i suoi alleati di
nuovo in guerra !!!!! La politica imperialista degli
americani sin dai tempi dell’aggressione al Vietnam non è mai cambiata:
guerra e sanzioni economiche contro popoli e Stati che hanno osato sfidare il
Paese guida dell’impero planetario. Il Vietnam, Cuba, l’Iran, l’Iraq, la
Libia, la Jugoslavia, l’Afghanistan e tanti altri Paesi e popoli sono stati
aggrediti dalla maggiore potenza imperialista del mondo, che ha preso a pretesto
le scuse più strane per aggredire popoli che osano non accettare passivamente
gli ordini e i comandi dell’America e dei suoi alleati. I comunisti rivoluzionari
sostengono la tesi che la guerra imperialista ha un legame fortissimo con la
dinamica della lotta di classe all’interno di ogni Paese, che se non si
distruggono le classi e si edifica il Socialismo è impossibile distruggere o
impedire le guerre, che la guerra imperialista si combatte con la guerra della
classe oppressa contro quella che opprime. Le guerre attuali sono guerre
imperialistiche: l’imperialismo è il più alto grado di sviluppo del
capitalismo. Questa formazione economica e sociale storicamente determinata è
attraversata da una crisi generale e storica del suo modello di produzione
dovuta alla sovraccumulazione assoluta di capitali e di merci. Le crisi
finanziarie (fallimenti di banche di rilevantissima importanza), i continui e
ripetuti crolli delle massime borse mondiali, sono i segnali più evidenti delle
difficoltà che hanno i capitali sovraccumulati a valorizzarsi sui mercati
internazionali. “…Ma noi vogliamo rifare il
mondo. Noi vogliamo mettere fine alla guerra mondiale imperialistica, nella
quale sono trascinati centinaia di migliaia di uomini, nella quale sono
coinvolti gli interessi di centinaia e centinaia di miliardi di capitali e che
non può concludersi con una pace realmente democratica senza la rivoluzione
proletaria, senza la più grande rivoluzione della storia dell’umanità”
(Lenin – “Opere scelte” – Editori Riuniti). Le merci, i capitali e la
forza lavoro sovraccumulati, non trovano sbocchi sui mercati internazionali:
questa dinamica fa aumentare la concorrenza tra i capitalisti sui mercati
internazionali ed accresce i pericoli di guerra. La guerra contro l’Iraq,
l’Iran, la Libia, sono guerre fatte per avere il massimo del controllo sulle
materie prime (petrolio in primo luogo) e sulle immense ricchezze finanziarie
accumulate dai circoli dominanti in questi Paesi. La guerra contro il terrorismo
internazionale offre di nuovo il pretesto alla massima superpotenza planetaria
di dimostrare ai proletari di tutto il mondo la immensa potenza del suo arsenale
militare. Simili scenari apocalittici sono stati già attuati nelle guerre fatte
contro l’Iran, l’Iraq, la Jugoslavia: agli americani e agli inglesi non
interessava distruggere Saddam Hussein, Komeini o Milosevic, a lor signori
interessa far comprendere ai popoli oppressi di tutto il mondo che non è
possibile assaltare il cielo e mettere in discussione gli interessi dei potenti
del mondo. Lor signori ben sanno che i
pericolo per il loro ordine planetario non vengono dalle minacce del
“terrorismo mondiale” ma dall’esplosione della lotta del proletariato nel
cuore delle metropoli imperialiste. Più la crisi economica e finanziaria si
acutizza e più esploderanno crisi sociali e politiche: a quel punto per il
proletariato internazionale non ci saranno alternative, o ci sarà il socialismo
o trionferà la barbarie. CONTRO LE GUERRE DI AGGRESSIONE DELLA NATO !!!!! CONTRO L’ORDINE IMPOSTO DALLA SUPERPOTENZA
DOMINANTE !!!!! SOCIALISMO O BARBARIE !!!!! |
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