Al compagno Dario Danti – Segretario della Federazione Provinciale del PRC di Pisa

 

          L’ingiusta sanzione inflitta a maggioranza dal Collegio Nazionale di Garanzia al Compagno Franco Turigliatto mi ha confermato che il P.R.C. ha ormai perso completamente la sua originaria identità che, tra l’altro, esaltava la democrazia partecipativa ed il rispetto del dissenso interno, in contrasto col rigido centralismo verticistico di togliattiana memoria.

          Il Compagno Turigliatto è stato “allontanato dal Partito” (eufemismo di stampo democristiano per dire ESPULSO) perché ritenuto reo di non essersi “conformato rigorosamente agli orientamenti del Partito”. In realtà la decisione di votare a qualsiasi costo a favore di una politica estera subalterna agli USA, imposta dall’Ulivo, è stata presa dal ristretto gruppo di potere che governa il Partito in netto contrasto con quanto sempre e ovunque espresso in tutte le istanze del Partito contro la guerra “senza se e senza ma”. Dunque, a mio parere, chi avrebbe dovuto essere espulso dal Partito perché in palese contrasto coi consolidati orientamenti del Partito (inteso come comunità d’iscritti) avrebbero dovuto essere i dirigenti del PRC che hanno barattato la coerenza ideologica e strategica del Partito con la stentata sopravvivenza istituzionale del governo Prodi.

          L’espulsione del Compagno Turigliatto è soltanto l’ultima goccia di un processo di inserimento del Partito, ex comunista, nel sistema di sfruttamento capitalista, che evidenzia la profonda trasformazione intervenuta nel PRC in questi ultimi anni. E’ venuta meno tutta la progettualità antagonista alle compatibilità economiche e politiche imposte dal sistema imperialista, dominato dalle multinazionali sostenute dalle armate mercenarie degli USA/NATO, strategia che, sia nel 1991 che nel 1998, aveva mantenuto in vita nel nostro Paese una fiammella rivoluzionaria.

          Da decenni stiamo lottando contro la mistificazione ideologica borghese che vorrebbe giustificare le guerre imperialiste degli USA come “umanitarie” o “per portare la democrazia negli stati canaglia”, contro il liberismo da “liberi lupi tra libere pecore”, per il diritto al lavoro stabile, sicuro e adeguatamente retribuito, per la tutela della salute e dell’ambiente, per il diritto alla casa.

         Quale socio fondatore e dirigente, anche a livello nazionale, dell’ UNIONE INQUILINI, ho votato e fatto votare per la caduta del governo Berlusconi non perché ad esso si sostituisse un governo che chiede “lacrime e sangue” ai lavoratori e ai ceti sociali più deboli e sfruttati dai capitalisti “amici”. La Finanziaria 2007 voluta dal governo Prodi è la piena espressione di una politica filocapitalista e militarista a favore della classe dominante e ancor più i 12 punti del programma col quale l’ex D.C., ex Presidente dell’IRI, ha chiesto e ottenuto la risicata fiducia del Parlamento, con forti “mal di pancia” di molti esponenti della sinistra “radicale”.

          A questo punto, come Comunista marxista non posso più riconoscermi in un Partito “radicale” che sostiene supinamente il rifinanziamento dell’occupazione dell’Afghanistan e dell’Italia da parte di forze armate ed economiche straniere, il potenziamento delle basi militari USA in Italia, l’attuazione della TAV Torino-Lione, la realizzazione di rigasificatori, la prosecuzione delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, la riduzione significativa della spesa pubblica (che in pratica significa riduzione del numero dei dipendenti pubblici e dei fondi destinati alle spese sociali), la riforma delle pensioni allo scopo di rispettare le compatibilità finanziarie, senza prendere alcun impegno concreto per fare fronte alla sempre più drammatica emergenza abitativa derivata soprattutto dalla liberalizzazione del mercato immobiliare introdotta nel 1998 dal governo D’Alema.

          Ciò valutato, seppure con profonda delusione e amarezza, mi vedo costretto a fare volontariamente quello che alcuni “stalinisti” dirigenti del PRC hanno imposto come sanzione al Compagno Franco Turigliatto: allontanarmi dal Partito della Rifondazione “Comunista”, al quale sono stato iscritto dal 1991, nella speranza, che temo vana, di un ripensamento della strategia del Partito in senso democratico per la costruzione di un movimento unitario con le altre forze politiche e di movimento antagoniste a questo sistema di sfruttamento capitalista.

 

                                                                Virgilio Barachini – tessera 2006 n° 5343

                                                             Circolo Pisa Centro della Federazione di Pisa