UNIONE  INQUILINI

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COMUNICATO STAMPA

 

Il Comune di Napoli mette in vendita il suo patrimonio storico. Indovinate chi acquista:la camorra

 

Il Presidente della 4 Commissione Consiliare del Comune di Napoli Consigliere Antonio Fellico eletto nelle liste dei Comunisti Italiani al Comune di Napoli domani ha convocato presso la sala delle conferenze per audizione sulla delibera approvata dalla Giunta Municipale tutte le Organizzazioni Sindacali dell'Inquilinato escluso la sola Unione Inquilini che nelle case del patrimonio pubblico rappresenta migliaia di inquilini.Hanno messo in vendita non solo le case del patrimonio storico avuto in eredità da lasciti di fondazioni e da privati cittadini ma anche gli alloggi della ex legge 219 considerati dalla legge De Simone sul post terremoto case da cedere a titolo gratuito ai leggittimi assegnatari perchè considerate prefabbricati pesanti o alloggi provvisori.Il comunista Fellico duramente contestato dall'Unione Inquilini e da tanti comitati sorti ed organizzati intorno a noi si vendica escludendoci da ogni tavolo di discussione.Badate parliamo non di un quadro politico ma di un soggetto che fa politica come la facevano i vecchi democristiani: favori in cambio del voto.Lo scorso anno eletto Consigliere Comunale non rinunciò anche alla carica di Vice Presidente dell'Iacp.Fu costretto a dimettersi per incompatibilità solo dopo la denuncia dell'Unione Inquilini.E' la stessa persona che ha messo in lista al Comune di Napoli il signore De Simone che appena eletto consigliere comunale dei Comunisti Italiani dopo un mese è passato armi e bagagli con Forza Italia e lo stesso ha fatto a Secondigliano candidando in lista una persona eletta quattro anni alla municipalità con i comunisti italiani e dopo un mese passato anche lui con forza italia.Dopo aver fatto quattro anni di consiliatura con forza italia un mese prima delle elezioni si è dichiarato indipendente e il Fellico lo ha candidato di nuovo con i Comunisti Italiani e lo ha fatto eleggere.

La giunta di centro sinistra inclusa Rifondazione Comunista ha approva una delibera di vendita del patrimonio storico e quello costruito con i fondi del titolo VIII della legge 219 di proprietà del Comune di Napoli ubicato nella maggior parte dei casi nel centro antico e i soldi ricavati non servono per acquistare o costruire altri alloggi popolari ma a sanare i buchi enormi e vistosi presenti nei conti pubblici del Comune. Triste storia cari compagni quella che ci propne le alleanze delle forze dell'Unione inclusa Rifondazione: privatizzazioni e dismissioni di interi settori pubblici come fa la destra se non peggio.Altro che rinascimento di bassolianna memoria,quello che stiamo conoscendo a Napoli e nella Regione Campania governata da Bassolino e dai suoi compagni è un sistema di potere corrotto,arrogante,dispotico ed oppressivo peggiore di quello dei socialisti alla Di Donato o alla DC dei Gava , dei Fantini e dei Pomicino ( alleato di Bassolino e dirigente del Partito di Mastella ).  In ultimo pur di fare cassa non hanno esitato di includere nel piano di vendita anche alloggi che allo stato attuale dei fatti risultano ancora non acquisiti al patrimonio comunale in quanto in contenzioso con i vari consorzi.Quello che sta succendo a Napoli ha dell'incredibile e tutti i compagni a tutti i livelli devono sentirsi mobilitati per chiedere insieme a noi un inversione di tendenza non dimenticandosi di prendere posizione anche in sede nazionale della violazione dei nostri diritti di rappresentanza duramente calpestati da un sedicente comunista preseidente di una importante commissione consiliare del comune di napoli.Invitiamo il Segretario Nazionale a prendere ufficialmente posizione a nome di noi tutti e di fare arrivare la protesta ai vertici del Partito dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista.

 

Napoli 02/02/2006