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Assemblea a Mirafiore: i lavoratori criticano Cgil Cisl
Uil Ugl
Una finanziaria liberale,liberticida e liberista che continua a togliere ai
poveri e a non intaccare gli interessi dei ricchi non poteva non essere
contestata dai lavoratori.
Giù le mani dalle liquidazioni.
I lavoratori della Fiat in una pubblica
assemblea hanno duramente contestato i vertici sindacali della Cgil, della
Uil, della Cisl e dell’ Ugl sullo scippo del Tfr e sulla legge finanziaria.
Hanno detto no ad un sindacato troppo amico del governo Prodi fino a
diventarne una sua stampella.
Durante lo svolgimento dell’Assemblea i segretari della Cgil Cisl Uil Ugl
hanno tentato di fare ingoiare ai lavoratori la pillola amara dello scippo
del tfr e del sostegno da dare ad un governo definito amico che ha varato,
con il consenso di Rifondazione Comunista, dei Verdi e dei Comunisti
Italiani, una finanziaria di lacrime e sangue che non fa piangere i ricchi
ma i lavoratori, i precari e i disoccupati. Una finanziaria che abbiamo
definito di continuazione delle politiche economiche e sociali liberali e
liberiste che la cosiddetta sinistra radicale presente al governo non riesce
a correggere e a rendere digeribile. La contestazione più dura i vertici
sindacali l’hanno subita quanto hanno tentato di convincere i lavoratori
sullo scippo della loro liquidazione che per legge passerà all’Inps e ai
fondi pensione gestiti in larga parte proprio da loro. Un affare da decine
di miliardi di euro da gestire direttamente e da non fare mettere le mani a
nessuno , inclusi i lavoratori dipendenti che della questione sono i diretti
interessati. I lavoratori hanno urlano con forza la loro opposizione contro
qualsiasi governo, sia esso di centro sinistra o di centro destra, che attui
politiche economiche e sociali che prevedono tagli indiscriminati alla
sanità, alla pubblica istruzione, alla previdenza e all’assistenza e che
continua a muoversi nel solco di nuove privatizzazioni, dismissioni e
liberalizzazioni. I governi di centro sinistra, siano essi diretti da
Giuliano Amato (si ricordi la finanziaria da novanta mila miliardi delle
vecchie lire e il furto dei libretti di risparmio), da Romano Prodi, da
Massimo D’ Alema, non sono cosa diversa dai governi di centro destra diretti
da Berlusconi – Tremonti – Bossi – Casini e Fini. Gli uni e gli altri
governano allo stesso modo e mettono in piedi le stesse politiche e quando
anche il centro destra dice di non volere concertazione con il sindacato
alla fine la fa con il consenso della Confindustria, che nel corso dei
cinque anni di governo di Berlusconi non ha esitato un attimo a sostituire
il falco D’Amato con Montezemolo utile per mettere in atto politiche tese
alla pacificazione sociale e al controllo della conflittualità. Uguale a
quello che succede oggi se non con la variante che i fondi del tfr scippati
ai lavoratori, mai Berlusconi – Tremonti – Marone – Fini li avrebbero fatti
gestire a Cgil Cisl Uil Ugl. L’Assemblea dei lavoratori a Mirafiore è
servita anche e soprattutto a dimostrare concretamente quanta sia vasta e
sentita l’esigenza di marcare in maniera forte ed autorevole l’autonomia e
l’indipendenza di classe dei lavoratori in lotta contro le compatibilità con
gli interessi della nostra borghesia e soprattutto ha avuto la forza di
rivendicare la necessità di costruire una organizzazione sindacale dei
lavoratori che non sia una stampella del Governo.
La previdenza, la precarietà, il potere d’acquisto del salario, i
licenziamenti, la difesa della sanità e della istruzione pubblica e della
ricerca sono le principali preoccupazioni manifestate dai lavoratori nel
corso dell’assemblea pubblica non raccolte dai vertici delle organizzazioni
sindacali, che si muovono sul terreno della concertazione e del rispetto
delle compatibilità, avendo cura nelle trattative da fare di non toccare gli
interessi consolidati dei padroni e di non ostacolare la libera navigazione
del governo Prodi e dei suoi marinai. Le politiche economiche e sociali
liberali e liberiste con altre liberalizzazioni, dismissioni ,
privatizzazioni, unitamente alla conferma degli impegni in missioni di
guerra all’estero, passano con il consenso della cosiddetta sinistra di
classe. Quanto pesa e quanta costa ai lavoratori, ai precari, ai
disoccupati, al movimento di lotta contro la guerra, ai pensionati, agli
studenti la pregiata poltrona da Presidente della Camera dei Deputati e
qualche Ministero concessi da Fassino – D’Alema – Rutelli e Prodi a
Bertinotti, a Pecoraio Scanio, a Diliberto. Polpette avvelenate concesse per
continuare a fare politiche liberali e liberiste e chiudere la bocca a
rivendicazioni quali aumenti salariali, scala mobile, riduzione della
giornata di lavoro, investimenti pubblici contro la disoccupazione, fine
della precarietà del lavoro.
Napoli 10 dicembre 2006
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