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Napoli, lì 31/10/2006

  

Il Governo Prodi-Padoa Schioppa-Bertinotti-Diliberto fa approvare dal Parlamento la Finanziaria 2006 della portata di oltre 35 miliardi di euro di cui più di 25 di soli tagli. Una finanziaria di lacrime e sangue.

 

La legge Finanziaria 2006 elaborata dal governo dell’Ulivo, sostenuto ed appoggiato da Rifondazione Comunista, dai Comunisti Italiani e dai Verdi, è in via di approvazione definitiva da parte del Parlamento. Questa finanziarialegge finanziariel governo Amato del ...igorose degli ultimi dieci anni e per portata e dimensioni è parte del Parlamento. è una delle più rigorose degli ultimi dieci anni e per portata e dimensioni (incluso il sangue e le lacrime che farà versare ) può essere paragonata a quella del governo Amato, la cui portata fu di oltre settantamila miliardi di vecchie lire.

È una legge finanziaria che prevede tagli nella previdenza, nella sanità, nel pubblico impiego, negli enti locali, per un totale di oltre 27 miliardi di euro netti annui che equivalgono a circa 45 miliardi lordi, ed entrate tra le quali ricordiamo soprattutto quelle previste con il sequestro forzoso del 50% del TFR da versare da subito nelle casse dell’INPS, oltre a qualche piccola tassa per redditi che superano i cento mila euro l’anno. Di lotta concreta ed efficace contro l’elusione ed evasione fiscale lasciamo perdere e rimettiamo il tutto alle belle anime della sinistra moderata che tanto dibattono su questo tema e nulla concretamente fanno.

L’obiettivo dichiarato da raggiungere da parte dell’esecutivo è quello di rispettare gli accordi concordati con i burocrati di Bruxelles di portare il deficit dei conti pubblici già da quest’anno al 2,8% del PIL contro l’attuale 4,6% ereditato dal passato governo delle destre.

Non bisogna dimenticare che ai tagli previsti per rientrare nei parametri di Bruxelles bisogna aggiungere qualche altro milione di euro da trovare per finanziare i lavori pubblici nelle infrastrutture lasciate senza fondi ed altri soldi per chiudere alcuni contratti di lavoro non chiusi da anni (pubblico impiego) ed altri ancora per pagare i rimborsi dell’IVA sulle automobili delle aziende.

Nelle intenzioni del governo che si appresta a far votare dalla sua maggioranza parlamentare il testo della legge finanziaria 2006, questa manovra dovrebbe portare al 2% di avanzo primario di bilancio rispetto allo zero lasciato da Tremonti e ad invertire la curva di aumento del debito pubblico. Subito dopo l’approvazione della legge finanziaria è nell’agenda del governo mettere mano alla riforma delle pensioni con l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile, e anche questa nuova legge si farà con l’accordo di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani, che ancora una volta saranno chiamati a votare e a sostenere quei provvedimenti antipopolari in nome della governabilità e delle compatibilità e per allontanare lo spauracchio del governo dei moderati che dovrebbe, nelle intenzioni dell’attuale minoranza parlamentare, sostituire Prodi approvando nuove leggi di lacrime e sangue. Come se quelle approvate con il consenso di Bertinotti e Diliberto non sono leggi di lacrime e sangue!

Questa finanziaria rigorosa incide profondamente sulla vita di milioni di persone perché i tagli che porta con se non sono compensati da provvedimenti a favore dei ceti popolari meno abbienti: il 5% di taglio del cuneo fiscale avvantaggia i padroni e dona briciole ai lavoratori e lo stesso dicasi per i ventilati aumenti degli assegni familiari o la riduzione delle aliquote IRPEF sul reddito dei lavoratori dipendenti. I tagli vistosi operati dal governo incidono sulla spesa sanitaria, sulla ricerca scientifica, sulla scuola, sui trasporti pubblici, sui Comuni e le Regioni e sui servizi che queste ultimi devono offrire ai cittadini, mentre premia fortemente le imprese con un beneficio in termini economici di almeno sei miliardi di euro attraverso il taglio dell’IRAP, i crediti d’imposta, la compensazione accordata alle piccole e medie imprese non interessate al trasferimento del TFR e aiutate ad accedere al credito a tasso agevolato.

Alcuni noti studiosi di area borghese scrivono che l’ammontare della spesa pubblica nelle principali democrazie europee risultano essere le seguenti: la spesa primaria rappresenta in Italia il 39,9% del PIL, in Germania il 41,2%, in Francia il 46,1%, per non parlare dell’Inghilterra, della Svezia, della Danimarca, dell’Olanda, di gran lunga più onerose della nostra. La spesa pubblica dell’Italia risulta essere inferiore di quella dei maggiori Paesi europei e solo interessi politici ed economici consolidati ed autorevoli, fortemente rappresentati nel governo e nel parlamento, possono permettersi il lusso di vederseli riconosciuti come legittimi e chiedere con forza il taglio delle spese definite improduttive e premere affinché le risorse recuperate possono essere utilizzate per i cosiddetti investimenti produttivi, che spesso si riducono ad essere sovvenzioni ed elargizioni ad imprenditori che li utilizzano non per allargare la loro base produttiva creando più lavoro e rendendo più efficienti e tecnologicamente avanzate le loro imprese, ma per fini speculativi e di assistenza parassitaria.

 

Una finanziaria di lacrime e sangue che viene votata e sostenuta da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani. Viene da chiedersi e chiedere ai tanti compagni dell’area della sinistra di classe ed antagonista se è valsa la pena sostenere per anni Rifondazione Comunista e fare insieme ad essa lunghi percorsi unitari per ritrovarsi poi a raccogliere questi frutti avvelenati. La poltrona di Presidente della Camera dei Deputati offerta a Bertinotti dai Democratici di Sinistra e dalla Margherita prevede l’accettazione piena ed incondizionata del programma dell’Ulivo sul finanziamento delle missioni di guerra in Iraq e in Afghanistan e politiche economiche e sociali di lacrime e sangue.

 

Per l’unità della sinistra di classe dentro il Partito D’Azione Comunista!

Rompere la gabbia delle compatibilità con gli interessi della borghesia!

Per riprendere e rilanciare l’iniziativa politica di classe!

Per il Comunismo!