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Napoli 30/08/2006
DOCUMENTO SULLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN LIBANO
Il Parlamento italiano ha approvato quasi all’unanimità, con il solo voto contrario della Lega Nord, l’invio delle truppe nel sud del Libano. Un voto che fa seguito a quello del rifinanziamento delle missioni militari in Iraq e in Afghanistan (missioni che vedono il nostro Paese impegnato senza il consenso dell’O.N.U.). L’invito pressante a mandare le nostre truppe in Libano (questa volta con il consenso dell’O.N.U., espresso attraverso una risoluzione approvata all’unanimità) è venuto direttamente dal governo israeliano e da quello americano, con lo scopo dichiarato di stabilizzare le conquiste militari ottenute da Israele sul campo. Per l’esercito israeliano non è stato un problema penetrare per trenta o quaranta chilometri dentro il Libano: il problema serio che già nel passato aveva causato enormi danni e vittime era quello di restare dentro un perimetro di terreno nel quale è fortissima la guerriglia degli hezbollah. Il Libano è un Paese sovrano e ha subito un brutale attacco militare da Israele, che ha usato come pretesto per giustificare il ricorso alla guerra il rapimento di due soldati israeliani dentro il proprio Paese. Tutti i maggiori osservatori internazionali hanno definito spropositato l’uso della forza da parte di Israele contro gli hezbollah, e d’altronde è l’intero Medio Oriente (sia i Paesi arabi moderati sia i cosiddetti “Stati canaglia”) ad essere ostile ad Israele. Il Medio Oriente da decenni è teatro di una guerra senza precedenti nella storia dell’umanità, condotta dall’imperialismo americano ed inglese e della sua lunga mano israeliana: la questione palestinese per le diplomazie di tutto il mondo non esiste più, l’Iraq e l’Afghanistan sono stati invasi e per Bush e Blair sono ormai entrambi bonificati dalla presenza del terrorismo, e mentre sul terreno tutto sembra andare per il meglio per gli strateghi della guerra preventiva si disegnano sulla scacchiera mondiale nuovi scenari di guerra contro l’Iran e la Siria accusati di essere, al pari della Corea del Nord, “Stati canaglia”. L’imperialismo è guerra e distruzione: l’intervento dei “caschi blu” dell’O.N.U. non significa essere neutrali nei confronti dei belligeranti ed operare per una missione di pace. I soldati inviati dal nostro Paese nel sud del Libano devono garantire ad Israele che i territori da esso occupati militarmente non vengono rioccupati dalle milizie hezbollah come successe dieci anni fa e che loro non subiscano perdite. Il Libano e l’Iraq da ricostruire dopo una guerra dura che ha causato tante distruzioni, è un affare di grandi dimensioni e i predatori di tutto il mondo non aspettano altro che investire i loro capitali per vederseli fruttare al meglio. Il petrolio iracheno e quello iraniano è strategico per gli americani e gli inglesi e le guerre le hanno fatte e le faranno per mettere le mani su queste immense ricchezze. Il Medio Oriente non avrà pace fino a quanto il popolo palestinese non avrà un suo Stato autonomo e indipendente: uno Stato con confini certi e non delle “riserve indiane” così come era previsto negli accordi di pace di Oslo. Israele non ha mezzi economici e militari tali da potere sostenere una guerra contro i Paesi arabi che dura da sessanta anni e non è sostenibile la tesi che può fare ciò grazie all’aiuto delle lobby economiche e finanziarie ebraiche sparse in tutto il mondo, e in America e in Inghilterra in modo particolare. Al contrario Israele viene usata dall’imperialismo americano e inglese per controllare un’area del mondo ricca di materie prime e di risorse strategiche. L’O.N.U. se ha la forza deve imporre ad Israele il rispetto delle sue risoluzioni che prevedono la nascita e la costituzione dello Stato Palestinese e la consegna dei bottini di guerra conquistati nei recenti conflitti.
Via l’Italia dalla Nato! Via le truppe italiane dall’Iraq e dall’Afghanistan! No al rifinanziamento delle missioni di guerra! Per il ritiro immediato delle nostre truppe dal Libano del Sud! |