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PARTITO
D’AZIONE COMUNISTA Via
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Napoli, 26/07/2006
IL PARTITO D’AZIONE COMUNISTA SI SCHIERA AL FIANCO DEI PARLAMENTARI DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI E DEI VERDI, CHE HANNO DECISO DI NON VOTARE PER IL FINANZIAMENTO DELLA GUERRA IN AFGHANISTAN E SI OPPONGONO A TUTTE LE GUERRE IMPERIALISTE.
Il Partito D’Azione Comunista è al fianco dei sette parlamentari appartenenti al Partito della Rifondazione Comunista, al Partito dei Comunisti Italiani, ai Verdi e ai DS, sostenendo con forza e determinazione la loro iniziativa e presa di posizione di non votare il rifinanziamento dell’impegno militare in Afghanistan, falsamente attribuito all’ONU, mentre in realtà – come è a conoscenza di tutti i nostri soldati – in quelle aree di guerra le nostre truppe servono a coprire le retrovie degli eserciti di occupazione militare che fanno capo all’imperialismo americano e ai suoi servi inglesi. La teoria di Gorge Bush e Condolice Rice e degli strateghi militari americani prevede che è necessario “sparare prima del nemico” ed occupare la sua terra e successivamente da una posizione di forza trattare la resa incondizionata: è una strategia messa in atto in Iraq, in Afghanistan e in ultimo in Libano, aggredito da Israele a nome e per conto degli imperialisti americani. Il movimento Comunista Internazionale e tutti i popoli del mondo in lotta contro l’imperialismo e la sua pretesa di assoggettarli, si oppongono alla guerra imperialista senza se e senza ma: in modo particolare è ben noto l’altissimo costo che in Italia il movimento comunista e quello in lotta contro la guerra devono pagare per l’opportunismo dei vertici di Rifondazione e dei Comunisti Italiani, che hanno consapevolmente svenduto un decennio di lotte in cambio di poltrone e di partecipazioni alle feste organizzate dai salotti della buona borghesia e nobiltà nostrana. Questi partiti, che dovremmo incominciare a definire per quello che sono, ossia non comunisti (attualmente al governo del Paese insieme a Prodi, D’Alema, Mastella, Padoa Schioppa…), hanno svenduto la loro identità di classe e sono sempre di più diventati i partiti degli Assessori, dei Ministri, dei Consiglieri regionali, provinciali e comunali, in lotta fra di loro per difendere i propri interessi di ceto politico dominante, e nella loro azione politica quotidiana – lungi dal cercare di aprire spazi per l’avanzamento della classe operaia e del proletariato intero – si legittimano di fronte ai centri di potere della frazione borghese oggi predominante come forze tranquille e responsabili che mai metteranno a rischio la vita del Governo Prodi, voluto e sostenuto dalla Confindustria di Montezemolo (come erroneamente è successo con il primo governo di Romano Prodi), e in cambio della loro fedeltà chiedono ai centri di comando capitalistico la loro riproduzione come ceto politico. Il ceto politico di Rifondazione Comunista, organizzato intorno a Bertinotti, si pone oggi in continuità con l’agire politico dei Comunisti Italiani che anni fa non ci pensarono molto a rompere il PRC pur di non fare mancare il loro appoggio al primo Governo Prodi: tutti ricordano che la preoccupazione primaria di Cossutta e dei suoi compagni era quella di vedersi garantire dai DS e della Margherita un numero sufficiente di posti sicuri da deputati e senatori, e in cambio di ciò sostennero D’Alema quanto bombardò la Serbia.
Contro l’imperialismo americano e i suoi lacché. Contro la guerra imperialista. Al fianco di tutti i popoli del mondo che lottano per la loro autodeterminazione, per la loro indipendenza nazionale e per il socialismo! Al fianco dei popoli palestinese e libanese aggrediti da Israele e da Bush. Per l’unità di tutte le forze della sinistra di classe e dell’antagonismo sociale dentro il Partito D’Azione Comunista. Per il Comunismo !!!! |