PARTITO D’AZIONE COMUNISTA

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Napoli, 12/05/2005

 

APPELLO ALLE FORZE DELLA SINISTRA DI CLASSE

 

La situazione politica attuale pone l’urgenza di un salto di qualità nell’organizzazione della sinistra di classe, onde fornire un’alternativa concreta e tangibile al proletariato.

 

Difatti, dalle elezioni amministrative di Aprile e di Maggio 2005, sono emersi i seguenti elementi.

  •      Una evidente sconfitta delle forze di centro-destra sostenenti il Governo Berlusconi, che pagano il prezzo di: a) una politica estera imperialista (e quindi necessariamente anche dispendiosa), nonché subalterna alle decisioni degli USA; b) una politica interna che ha favorito la borghesia (fasce a reddito più alto) ed il Settentrione, concentrando i tagli sulla spesa pubblica (sanità, istruzione, previdenza, servizi sociali, risorse per gli enti pubblici…); c) le divisioni, spesso palesate, tra le forze di Governo, rappresentanti interessi diversi e difficilmente conciliabili, soprattutto in una fase di stretta economica (i due estremi sono da un lato l’etnocentrismo settentrionalista della Lega Nord, dall’altro la rappresentanza del ceto medio e di una parte rilevante dell’elettorato meridionale da parte di Alleanza Nazionale e UDC).

  •       Di riflesso una vittoria elettorale del centro-sinistra – con una maggiore crescita di consensi al centro (Margherita, UDEUR…) – quale preludio di una possibile vittoria alle prossime elezioni generali.

 

Concentrando l’attenzione sulle forze aventi base prevalentemente proletaria, si osserva che quelle “revisioniste” (PRC, PdCI…) non cavalcano il successo del centro-sinistra, mantenendo le posizioni o addirittura indietreggiando: è il sintomo di un crescente malessere nella stessa base, soprattutto in vista di un accordo organico con il centro-sinistra per governare il Paese.

Questo malessere è particolarmente evidente nel PRC, il quale, essendo la forza più a “sinistra” tra quelle borghesi, l’avamposto più avanzato del “revisionismo” nella classe operaia, rappresenta il punto d’equilibrio (oggi più fragile, alla luce della situazione in evoluzione) tra la classe dominante e la classe subalterna.

 

ASSALTARE QUESTO “FORTINO” è OGGI FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO DI UNA FORZA COMUNISTA RIVOLUZIONARIA IN ITALIA!

 

Dal 1998-1999 in poi, anni in cui parti importanti dell’opposizione comunista – nonché di destra (area Cossutta) – interne al PRC sono fuoriuscite in seguito a situazioni oggettive, Bertinotti e la sua area hanno accentrato il potere e ridotto il peso della periferia e gli spazi di opposizione (altro cha antistalinismo: ovunque c’è lotta di classe, ovunque c’è un’insidia al potere di chi lo detiene, c’è repressione da parte di quest’ultimo!). Oggi, seppure in una difficile situazione, emerge una crescente opposizione che, pur essendo variegata e non necessariamente comunista, rimette in discussione la linea di Bertinotti, più moderata che in passato.

 

Seconda parte