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PARTITO
D’AZIONE COMUNISTA Via
Tribunali, 181 – Napoli Telefax:
081 210810 Sito
web: www.partitodazionecomunista.it E-mail:
info@partitodazionecomunista.it |
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Napoli,
18/07/2003 CHE FARE? – La
nostra strategia.
Il Partito d’Azione Comunista mira alla trasformazione rivoluzionaria della società borghese. A
tal fine l’unità d’azione di tutte le componenti della sinistra di classe
è una necessità ineludibile, soprattutto in una fase storica come quella che
stiamo vivendo, che vede il movimento operaio e l’intero proletariato subire
una gravissima sconfitta su scala internazionale e un arretramento delle stesse
conquiste riportate in oltre due secoli di tentativi di “assaltare il
cielo”. Il
crollo del muro di Berlino e dei “Paesi dell’est” è stata l’occasione
per la borghesia per scatenare un’offensiva ideologica – soprattutto
mediante i potentissimi mezzi di comunicazione di massa – contro ogni ipotesi
di trasformazione rivoluzionaria della società, rappresentando la prospettiva
del comunismo come un’assurda utopia. Nella coscienza collettiva delle masse
proletarie di tutto il mondo, bombardate dalla massiccia e penetrante propaganda
borghese, il termine fenomenologico di comunismo viene presentato come luogo di
barbarie, di oppressione, di miseria e di sottosviluppo: l’opposto di quello
che hanno immaginato e perseguito le masse proletarie e i partiti comunisti
rivoluzionari, nei loro tentativi di avviare il processo di edificazione della
società senza classi. Il socialismo è l’opposto delle barbarie, il comunismo è la società che distribuisce a ciascuno secondo i suoi bisogni e necessità: socialismo e comunismo sono la negazione dello sfruttamento e dell’appropriazione della ricchezza prodotta dall’uomo, da parte di alcuni in danno di altri. Il
crollo dei “Paesi dell’est” ha disorientato le masse operaie e proletarie
e consentito alla borghesia imperialista – forte della fine del cosiddetto
“equilibrio del terrore” – di modificare a suo vantaggio i rapporti di
forza esistenti con il proletariato su scala internazionale. È inutile
illudersi: per tutto un lunghissimo periodo storico la lotta dei comunisti e del
proletariato internazionale contro il dominio della borghesia sarà una lotta
difensiva, una lotta tesa a conservare conquiste che la borghesia tende ad
eliminare. Il lavoro dei comunisti sarà finalizzato a riorganizzare una parte
cospicua del proletariato intorno ad un programma generale che ponga al suo
centro la conquista del potere politico, e alla formazione di un gruppo
dirigente capace di sostenerlo.
È necessario pertanto riprendere il dibattito e l’iniziativa politica
di massa e dal basso, finalizzata ad elevare la coscienza di classe degli
oppressi: bisogna ripartire dai bisogni immediati, iniziando dal particolare per
risalire al generale e ritornare di nuovo al particolare arricchito dalle
conoscenze del generale. Bisogna
riappropriarsi dell’arte della politica, avendo come priorità: -
la riorganizzazione delle vecchie “case del popolo”, luoghi capaci di
dare risposte alle esigenze dei lavoratori, dei pensionati, degli inquilini,
delle donne, degli extracomunitari, rivendicando con la lotta i diritti
fondamentali; -
la costituzione progressiva di sezioni politiche, per ricostruire una
diffusa presenza comunista nel territorio, soprattutto nelle zone più degradate
ed abbandonate delle grandi periferie metropolitane; -
la lotta diretta della classe operaia e dei lavoratori, con una forte
presenza presso le fabbriche e gli altri luoghi di lavoro. E
inoltre: -
diffondere i fondamenti del pensiero marxista-leninista; -
aggregare le giovani generazioni, soprattutto dal mondo studentesco,
capaci di fornire anche nuovi elementi con capacità intellettuali e quindi
divulgatrici e dirigenziali; -
formare nuovi “quadri” politici in grado di estendere la nostra
attività ed organizzazione. Bisogna
in breve riprendere a fare politica di massa dentro la classe e sui vari
segmenti, lottando per unire e non dividere, aggregare e non disgregare,
sfruttare ed utilizzare tutti gli spazi che la legalità borghese ci offre per
riprendere il lungo cammino della costruzione della città nuova. Bisogna
rafforzare e consolidare il Partito d’Azione Comunista, organizzando la
presenza di nostre liste “fuori e contro” i due blocchi politici dominanti,
in tutte le competizioni elettorali, a cominciare da quelle delle circoscrizioni
delle grandi città per finire a quelle nazionali ed europee.
Sono questi i punti fondamentali intorno ai quali il Partito d’Azione Comunista chiama i proletari e i comunisti a confrontarsi, per dare inizio ad un lungo processo di crescita delle masse proletarie, teso ad organizzare una grande presenza di un’organizzazione politica rivoluzionaria, che esclude dal suo programma immediato ogni forma di avventurismo e soggettivismo politico, di dogmatismo e settarismo armato, inconcludente e perdente e che nelle sue dinamiche interne tende ad escludere completamente i lavoratori da ogni possibilità di partecipazione diretta. Unità d’azione di tutta la sinistra di classe fuori e contro i due poli dominanti, per la ripresa dell’iniziativa, del dibattito e della lotta di massa; per il comunismo. |
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