PARTITO D'AZIONE COMUNISTA             

                                   Sede: Via Tribunali n. 181 - Napoli     -     Telefax: 081 210810

Home page

In primo piano

Il blog

Archivi

Immagini e musica

Il blog

Il Partito d'Azione Comunista mette a disposizione di tutti i proletari e i visitatori del sito, un blog politico che consente di lasciare messaggi, fornire spunti, dialogare e quindi dare il proprio contributo, soprattutto relativamente ai numerosi temi d'attualità politica trattati sul sito.

Il blog non prevede registrazioni/autenticazioni, ma soltanto l'inserimento del proprio indirizzo e-mail (che non sarà pubblicato e che verrà usato solo come contatto per eventuali risposte/comunicazioni). Messaggi trattanti argomenti diversi da quelli del blog, offensivi, violenti e così via, saranno rimossi.

 

Nuovo messaggio

 

 

 

MESSAGGI PRESENTI

Ultimi 10 - Tutti

 


Nome: C.U. ----- Data e ora: 02/05/2010 - 14.21.30 ----- Titolo: LETTERA APERTA: "Comuniste e comunisti cominciamo
Comunisti Uniti si riparte! Aderisci e diffondi! Per aderire all'Appello scrivere a: adesioni@comunistiuniti.it LETTERA APERTA: "Comuniste e comunisti cominciamo da noi 2.0" Ci rivolgiamo a tutte le compagne ed i compagni comunisti ovunque collocati: nel PRC e nel PdCI; a tutto l'arcipelago comunista e anticapitalista; alla vasta diaspora dei "senza tessera" che ieri come oggi resistono all'attacco dei padroni sui posti di lavoro, sui tetti, nelle piazze, nelle occupazioni per il diritto al lavoro; nelle scuole e nelle universita' per l'accesso al sapere; nei territori dove si pratica il conflitto sociale per la difesa dell'ambiente. Attorno a questo patrimonio potenziale riteniamo necessaria e non piu' rimandabile una ricucitura unitaria di tutte le esperienze oggi in campo. L'appello "Comuniste e comunisti cominciamo da noi", che aveva dato vita all'esperienza di Comunisti Uniti, era stato pubblicato sui principali quotidiani nazionali il 17 aprile 2008, all'indomani della sconfitta elettorale dell'Arcobaleno, che per la prima volta aveva cancellato la presenza dei comunisti nel parlamento italiano. Per tutti noi non si trattava di una semplice flessione di consenso delle forze comuniste ma di una profonda lacerazione con quel piccolo blocco sociale che si era faticosamente coagulato in quasi 20 anni. Di tutto questo l'appello prendeva consapevolezza, cercando di riaprire una stagione di ricomposizione organizzativa dei comunisti e di riconquista del loro ruolo autonomo nel conflitto di classe, indicando la strada verso un Partito degno di questo nome. Non a caso raccolse in poco tempo migliaia di firme e fece discutere nel variegato popolo della sinistra, fin dentro i congressi dei due partiti e anche oltre. Decisivo era stato il bilancio dell'esperienza fallimentare del governo di centrosinistra, che aveva tradito tutte le aspettative popolari. Cosi' come era stata evidente l'incapacita' e impossibilita' della galassia delle altre organizzazioni comuniste di costruire una strada alternativa credibile e riconoscibile a livello di massa. Sin d'allora ci siamo resi conto che assistevamo all'irrazionale frantumazione delle forze comuniste, divise in due fragili partiti e in una vasta costellazione di organizzazioni e gruppi. Il tentativo di mettere in campo una lista comunista unitaria e alternativa al bipolarismo e al PD alle elezioni europee e' stato pero' deludente: si e' cercato semplicemente di conservare una presenza istituzionale, costruendo una lista con basi politiche troppo contraddittorie e con troppi elementi di continuita' con il bertinottismo. Tutto cio' ha impedito di invertire quella deriva ideologica e materiale - pensiamo al venir meno della democrazia interna, alla questione morale e ai processi di cooptazione sistematica dei gruppi dirigenti, alla separatezza istituzionale - che e' una parte rilevante del problema che abbiamo davanti. Di fronte all'acuirsi della grave crisi economica in atto, la vecchia e nuova classe lavoratrice ha chiesto risposte concrete che non sono mai arrivate ed e' percio' precipitata in un grave senso di smarrimento, rifugiandosi nell'astensione, nell'antipolitica o disperdendo il proprio voto. Perché e' avvenuto tutto questo? Riteniamo che la rappresentanza coerente delle classi subalterne e del loro punto di vista nel conflitto politico-sociale sia oggi in contraddizione con l'assunzione di responsabilita' di governo da parte dei comunisti o con alleanze strutturalmente subordinate alle forze moderate. Per resistere, riconquistare credibilita' e accrescere le nostre forze, percio', e' necessario uscire dalla logica del "meno peggio" e fornire un'alternativa politica praticabile. Al di la' delle dichiarazioni di intenti iniziali, la Federazione della Sinistra non sembra poter rispondere a queste esigenze. La poiché elude la questione dell'unita' dei comunisti e si presenta come un soggetto politico moderato genericamente "di sinistra", che ricorda nel suo statuto l'Arcobaleno e "apre" non per caso a Sinistra e Liberta', come se i congressi del 2008 non ci fossero stati. Ancora una volta, la Federazione pensa se stessa come la gamba sinistra delle alleanze del PD, in un quadro che si e' nel frattempo spostato ancora piu' a destra e con l'Udc a svolgere il ruolo dell'ex-Margherita. Ci rivolgiamo anche oggi a tutte le comuniste e i comunisti ovunque collocati e agli attivisti dei movimenti di lotta perché riteniamo che le ragioni di quelle compagne e di quei compagni che si sono spesi con energia nel progetto Comunisti Uniti siano ancora attuali. Per evitare la ripetizione degli errori del passato e' necessario pero' reagire in fretta e sollecitare autonomamente un processo di ricostruzione. Di fronte all'attacco reazionario che stiamo vivendo in questa crisi del capitalismo abbiamo bisogno di rilanciare al piu' presto il ruolo dei comunisti come cuore dell'opposizione di classe alle ristrutturazioni padronali e alle politiche antipopolari e antidemocratiche del governo di centrodestra oggi e di qualsiasi governo le sostenga domani. Non cerchiamo scorciatoie organizzativistiche e rifiutiamo la contrapposizione "tutti fuori" o "tutti dentro" il PRC e il PdCI. Crediamo pero' che sia urgente costruire un cambiamento di rotta, a partire dall'apertura di sedi di dibattito e di iniziativa e dai loro meccanismi di funzionamento. Non chiediamo percio' a nessuno di uscire da questi partiti o da altre organizzazioni, coordinamenti o federazioni ma ci rivolgiamo a tutti i comunisti e alle comuniste per costruire insieme un collegamento dal basso sui territori, prendendo consapevolezza che quanto oggi esiste non e' sufficiente per rilanciare il nostro ruolo e per ricostruire un'organizzazione unitaria ed efficace. Servono intenti comuni e piattaforme condivise da cui ripartire e su cui organizzarci: di fronte alla crisi, abbiamo bisogno di costruire una strada per un'alternativa di sistema e non di mero "governo" delle cose presenti. Per questo compito immane non serve allora un ennesimo partitino ma e' necessario andare tutti insieme verso la ricostruzione di un solo Partito, che sia Comunista, radicato nella societa' ed efficace nella lotta politica. Coscienti delle difficolta' di questa fase ci rivolgiamo in primo luogo ai quadri e ai militanti piu' consapevoli. Questi, forti della propria esperienza, possono iniziare a costruire nei propri territori un lavoro che raccolga sin d'ora in un progetto locale le energie disperse dell'arcipelago comunista dentro e fuori PRC e PdCI. Dei coordinamenti e gruppi di lavoro che, organizzandosi e articolandosi sul piano nazionale, potranno rappresentare un bacino di partenza che sostenga il progetto strategico dell'unita' dei comunisti. Dobbiamo favorire insieme le condizioni di una resistenza di massa alla crisi che i padroni vogliono far pagare ai lavoratori salariati e alle fasce popolari. Dobbiamo essere presenti nelle contraddizioni di un meccanismo sociale e politico che e' diventato strutturalmente incapace di redistribuire lavoro e reddito. Un meccanismo che espelle forza-lavoro e deteriora ulteriormente le gia' gravi condizioni di sfruttamento di quella occupata. Che produce costantemente nuove sacche di esclusione e discriminazione all'interno degli Stati nazionali (la questione del lavoro precario, quella del lavoro immigrato e di una guerra tra poveri che rischia di diventare guerra razziale, la nuova questione meridionale come questione nazionale, il secessionismo.) cosi' come tra gli Stati e tra le grandi aree geopolitiche del globo. Che aumenta le politiche guerrafondaie e le spese militari. La rappresentazione dei bisogni sociali e culturali delle classi sfruttate, senza alcuna distinzione di sesso e di nazionalita', dovra' essere al centro di una strategia e di un programma minimo condiviso basato su una piattaforma anticapitalista (per la difesa del salario e dei posti di lavoro, contro la precarieta' e per la democrazia sindacale) e antimperialista (contro le basi militari e le guerre imperialiste, per il ritiro delle truppe, a fianco della resistenza dei popoli oppressi e dei Paesi che resistono all'egemonismo americano). Un rinnovato progetto rivoluzionario per mettere insieme le nostre forze ed affrontare insieme un nuovo ciclo di resistenza, che ridia voce e motivazioni a chi e' oppresso dalle difficolta' economiche e dal capitalismo. Per costruire una concreta opposizione politica alla crisi del capitalismo, riteniamo, serve una linea fortemente alternativa a quella sino a questo momento praticata: una linea che rompa la subalternita' strutturale nei confronti della sinistra moderata e che si liberi di quel politicismo che si e' dimostrato incapace sia di rappresentare l'esigenza di liberazione dallo sfruttamento, sia di ottenere risultati concreti. Con questa nostra lettera intendiamo percio' rilanciare il progetto dei Comunisti Uniti per dotarci di uno strumento efficace nella lotta di classe e per il superamento della frammentazione. Costruiremo i Comunisti Uniti come un luogo di dibattito e di iniziativa politica condivisa, una Casa Comune che abbia una sua autonomia di analisi e di proposta e sia capace di parlare a tutti i comunisti e alle comuniste indipendentemente dalla loro collocazione. Come un movimento trasversale, i Comunisti Uniti comprenderanno allo stesso titolo compagni del PRC, del PdCI, delle altre organizzazioni e quelli privi di appartenenza, sforzandosi di unire tutti quei compagni che, anche da prospettive diverse, si riconoscano in alcune semplici priorita': 1) la necessita' di attivare un percorso di ricostruzione che unisca le forze dei comunisti in Italia; 2) la consapevolezza che l'unita' comunista e' indispensabile ma non e' nulla se non si coniuga con una rigorosa autonomia culturale e politica, autonomia che in questa fase significa priorita' del conflitto politico-sociale, della sua coerente organizzazione e rappresentanza per l'opposizione allo stato di cose presente; 3) la volonta' di non circoscrivere questo processo ai soli partiti organizzati ma di innescare una partecipazione piu' ampia che riconosca a tutti i singoli compagni pari dignita'. Gli spazi politici istituzionali in senso stretto sembrano oggi schiacciati dal sistema bipolare/bipartitico, sostenuto tanto dal PDL che dal PD, e non possono essere riconquistati con escamotage organizzativistici o elettoralistici. Occorre ricostruire anzitutto una credibilita' e un ruolo dei comunisti la' dove ci sono ancora ampi spazi di azione politica, sia sul piano sociale e politico-sindacale (ricostruzione di una forza sindacale di classe e non concertativa, ricucitura delle molteplici esperienze di lotta oggi in campo sui territori, precariato e migranti, etc.) che su quello culturale (dove si tratta di coniugare l'eredita' critica dell'esperienza del comunismo internazionale del Novecento con una comprensione delle trasformazioni della societa' e un aggiornamento degli strumenti concettuali del marxismo). Vogliamo incontrarci con chiunque condivida i punti chiave della nostra impostazione e li voglia praticare in maniera critica e autonoma, dentro i partiti e fuori di essi, nelle rappresentanze sindacali, nei luoghi di studio e di lavoro, in quelle associazioni politico-culturali delle quali riconosciamo un ruolo nella ricostruzione di una teoria all'altezza dei tempi e delle quali rispetteremo l'indipendenza. A prescindere da dove siamo collocati, occorre mettere al centro del nostro dibattito e di una nostra azione coerente la questione del partito, quella delle alleanze e quella della linea sindacale. COMUNISTE E COMUNISTI UNIAMOCI! www.comunistiuniti.it http://www.facebook.com/note.php?note_id=288054138477&id=1308114003&ref=mf#/group.php?gid=45436903074&ref=ts Primi firmatari: Ciro ARGENTINO ex-operaio ThyssenKrupp e segr.ria prov. PdCI Torino; Gualtiero ALUNNI CPN-Resp. Naz. Trasporti PRC; Andrea FIORETTI assemblea lavoratori autoconvocati Roma; Stefano AZZARA' docente filosofia Universita' Urbino; Mao CALLIANO direz. naz. e segr. prov.le PdCI Torino; Alessandro PERRONE cassintegrato Fiom Eaton Monfalcone; Daniela CORTESE Segretaria Circolo Tlc e informatica PRC Roma; Margherita HACK astronoma; Sergio RICALDONE partigiano consiglio mondiale per la pace; Antonio BERTUCCELLI Segretario Prov. PdCI Messina; Antonello TIDDIA RSU Carbosulcis; Pio DE ANGELIS Presidente CPR PRC Friuli-VG; Renato CAPUTO docente storia e filosofia Roma; Marco DE LEO CPR PRC Lazio; Sergio MANES editore La Citta' del Sole; Roberto CALLIANO Comit. Centr. e resp. Organizz. PdCI Torino; Mariano MASSARO delegato reg.le OrSA Sicilia; Mario MADDALONI RSU Napoletana Gas; Alberto PANTALONI Com.to comunista "T. Noce" Torino; Rolando GIAI-LEVRA Direttore "Gramsci oggi"; Marco VERUGGIO direz. naz. PRC portav. Controcorrente; Federico MARTINO docente Diritto Universita' Messina; Germano MERLIN comit. fed.le PdCI Milano; Francesco FUMAROLA Flmu-Cub Atesia Roma; Vittorio GIOIELLO Centro ricerca Fenomenologia e societa'; Maria Vittoria MOLINARI Segretaria Circ. Vill. Breda PRC Roma; Riccardo DE ANGELIS RSU Telecomitalia Roma; Giovanna BASTONE Comunisti-Sinistra Popolare Rho; Marcello LUCA Segretario Circ. Ferrovieri PRC Roma; Federico GIUSTI RSU Comune di Pisa; Seby MIDOLO Segretario Circ. PRC Siracusa; Salvatore INGHES Flmu-Cub Skf Airasca Torino; Tiziano TUSSI Comitato nazionale ANPI; Adele Monica PATRIARCHI docente storia e filosofia Roma; Massimo MURGO RSU Marcegaglia Sesto S. G.; Fabio FROSINI docente storia della filosofia Universita' Urbino; Nicola IOZZO coord.re PdCI Vibo Valentia; Maurizio BUDA RSU Iveco Torino; Walter CECCOTTI Giovani Comunisti Roma; Cristina CARPINELLI Centro studi problemi transizione socialista; Orestis FLOROS medico CIE; Alberto BASSO ex Com. Centrale PdCI; Luigi CASALI Coord.re Reg.le RdB-Cub Piemonte; Antonio PISA Segretario Circ. PRC S.Cesareo; Luigi DOLCE RSU Itca Torino; Saro TRAINA Segretario PdCI Limbiate-Varedo-Vicesegretario ANPI Brianza; Katia SILVESTRINI Segretaria PRC Fabriano; Marino SEVERINI musicista dei "Gang"; Manola MAURINO RSU ASL1 Torino; Ivano PAVANI Segretario Circ. Tlc PRC Firenze; Filippo SUTERA NOPONTE Messina; Fawzi ISMAIL ass.ne amicizia Sardegna-Palestina; Fabio LIBRETTI RSU gruppo Form direttivo FIOM Milano; Danilo RUGGIERI Coll. Comunista Romano; Roberto TESTERA operaio Comau Torino; Enrico LEVONI Coll. Comunista Modenese; Cataldo BALLISTRERI RSU Fiat Powertrain Mirafiori; Emiliano CELLI segreteria PdCI Roma; Wasim DHAMASH docente lingua e letteratura araba Universita' Cagliari; Angela ZANATTA RSU Agile/Eutelia - Componente Dir.vo Fiom Roma Sud; Mirko SOLERO ex-PRC L'Ernesto Torino; Marco FORONI Segretario Sez. ANPI "don P. Pappagallo" Roma; Luigi TRANQUILLINO CPR PRC Lombardia; Luigi CEFARO RSU Slc-Cgil Telecomitalia Sparkle; Domenico CALDERONI RSU Fialtel Telecomitalia; Patrizia GRANCHELLI Segr. Circ. PRC Lavoratori Poste Milano; Roberto TESTERO Coll. Comunista Romano; Salvatore MONELLO RSU Fiom Fincantieri Monfalcone; Mara ARMELLIN Segreteria PRC Treviso; Luca CLIMATI RSU RdB Pubblico Impiego; Maria Elena TOMASSINI circ. ANPI "G. Sangalli" Roma; Raffaele TRISCHITTA RSU Snater Telecomitalia Sparkle; Maurizio D'AGO ex segr. org. PdCI Napoli; Stefania IACCARINO RSU Almaviva Contact Roma; Andrea MUSACCI Consiglio Studenti Universita' di Ferrara; Bartolo SENATORE ex presid. CR PdCI Campania; Eugenio TREBBI RSU Filcams HP; Vincenzo SANGIOVANNI ex segretario prov.le PdCI Napoli; Pietro SCORDO Coord.to Prov.le SdL Trasporti Roma; Gianfranco SUPPO RSA RdB Karmak Villar Perosa; Manuela AUSILIO Coll. Resistenza Universitaria; Roberto TESTA RLS Trenitalia; Maurizio TIMITILLI RSU Flaica-Cub Widex Italia; Claudio SIMBOLOTTI Coll. Comunista Romano; Marco PUGGIONI delegato Fiat Mirafiori; Ettore PASETTO RSU Fiom-Cgil Roma; Vincenzo GAGLIANO ex segretario reg.le PdCI Campania; Riccardo FILESI Coord.to Cassaintegrati Alitalia; Francesco CORI Coord.to Precari della Scuola; Artan SALA operaio indotto Fincantieri Monfalcone; Angelo CAPUTO Giovani Comunisti Roma; Roberto VILLANI Cobas Scuola Roma; Francesco CAPUTO Coord.to Precari della Scuola; Ivan PAGORIG operaio SBE Monfalcone; Marilena DI LEVA ex Presid. CF PdCI Napoli; Paolo AGRESTINI edile Cerveteri; Riccardo DI PALMA assemblea lavoratori autoconvocati Borgomanero; Marco ELIA Coll. Resistenza Universitaria; Vincenzo GRAZIANO Flmu-Cub Torino Com.to comunista "T. Noce"; Alessio BULLIAN operaio indotto Fincantieri Monfalcone; Irene ROSSETTI Flmu-Cub Comdata Torino; Adriana L'ALTRELLI ex Com.to Centr.le PdCI; Marco VETTORI universitario Coord.to per la Costituente Comunista Gorizia; Fabiola VARACALLI Coll. Comunista Romano; Paolo SACCO operaio Acque Spa Novara; Luigi MINGHETTI CPF PRC Torino; Luca BELLARDONE assemblea lavoratori autoconvocati Vercelli; Marco SANDRIN operaio Ansaldo Monfalcone; Monica SIGISMONDI Coll. Comunista Romano; Massimo PITTELLA Operaio Edicart Rho; Luca STERLE RSU Fiom Eaton Monfalcone; Maurizio CALLEGARI infermiere segr. reg.le PdCI Trentino Alto Adige; Giuseppe FONNESU operaio Carbosulcis; Catia GALASSI operatrice sociale assemblea lavoratori autoconvocati Novara; Osvaldo CELANO RSU Fiom Marcegaglia Sesto S.G.


Nome: nico ----- Data e ora: 18/01/2010 - 21.49.14 ----- Titolo: Partiti Comunisti e Operai del Mediterraneo Meridi
Incontro straordinario dei Partiti Comunisti e Operai del Mediterraneo Meridionale e Orientale, della Regione del Golfo e del Mar Rosso Atene, 19-20 Agosto 2006 http://www.solidnet.org 22 Agosto 2006 Dichiarazione alla stampa Un incontro straordinario dei Partiti Comunisti e Operai del Mediterraneo Meridionale e Orientale, della Regione del Golfo e del Mar Rosso si e' tenuto ad Atene il 19 e 20 Agosto, ospitato dal Partito Comunista di Grecia con la partecipazione della Tribuna Democratica Progressista di Bahrain, del Partito Tudeh dell’Iran, del Partito Comunista di Israele, del Partito Comunista Giordano, del Partito Comunista Libanese, del Partito del Popolo Palestinese, del Partito Comunista Sudanese, del Partito Comunista Siriano. All’incontro erano presenti anche il Partito Comunista di Cuba, AKEL di Cipro, il Partito Comunista Unificato della Georgia, il Partito Comunista Portoghese, il Partito Comunista della Federazione Russa e il Partito Comunista di Turchia, mentre alcuni altri partiti che non hanno potuto presenziare hanno espresso il loro sostegno inviando messaggi. I partecipanti hanno condannato la politica degli USA e delle altre potenze imperialiste basata sullo sfruttamento e la violazione dei fondamentali diritti democratici e civili. Tale politica e' la causa reale dei conflitti e dell’instabilita' nella regione. I comunisti e le altre forze antimperialiste si oppongono fermamente a cio', lottando contro la guerra imperialista, per i diritti del popolo lavoratore, per la pace, la democrazia e il socialismo. L’incontro e' scaturito dall’esigenza di esaminare la situazione, di scambiare opinioni e di assumere iniziative di solidarieta' con i popoli del Libano, della Palestina e di altri paesi della regione che stanno lottando contro le ingiuste e aggressive operazioni militari di Israele e contro il tentativo di realizzare i piani USA-NATO per il “grande Medio Oriente”. I partecipanti hanno evidenziato e condannato l’aggressione israeliana al Libano del 19 Agosto e le violazioni dello spazio aereo libanese, fatti che provano come la risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU incoraggi l’aggressivita' israeliana. I rappresentanti dei partiti hanno salutato l’eroica resistenza e lotta del popolo libanese e l’eroico comportamento del PC di Israele e delle altre forze progressiste del paese favorevoli alla pace; essi hanno reso omaggio alla resistenza del Partito Comunista Libanese e ai suoi sacrifici nell’ambito della Resistenza Nazionale Libanese. I rappresentanti dei partiti hanno anche salutato la lotta del popolo palestinese e il contributo apportatovi dal Partito del Popolo Palestinese. I rappresentanti dei partiti presenti hanno anche salutato il massiccio movimento mondiale di solidarieta' e di protesta e valorizzato il significato internazionale della dichiarazione congiunta del 20 luglio 2006 di 71 Partiti Comunisti e Operai in solidarieta' con i popoli sofferenti di Palestina e Libano. I partecipanti hanno messo in rilievo le responsabilita' degli USA e delle altre potenze imperialiste che con il loro comportamento hanno incoraggiato le azioni omicide dell’esercito israeliano. Il fatto che il governo di Israele e i suoi alleati non siano stati in grado di realizzare i loro obiettivi in questa guerra dimostra le enormi potenzialita' del movimento di resistenza dei popoli, malgrado il difficile rapporto di forze in campo militare. I rappresentanti dei partiti hanno denunciato il comportamento di quelle forze che in nome dell’ “imparzialita'” in realta' hanno aiutato l’aggressione. I partecipanti hanno ben accolto la posizione antimperialista della Siria. Essi hanno sottolineato le responsabilita' di quei governi che non hanno condannato quanto e' avvenuto e che non hanno assunto misure efficaci per far cessare gli attacchi, secondo quanto era richiesto dai trattati e dal diritto internazionale. Essi hanno rilevato che gli USA e le altre principali potenze imperialiste stanno usando gli attuali rapporti di forza negativi nell’ONU per legittimare i loro interventi, per imporre il diritto della forza e per promuovere i loro piani e interessi a spese dei popoli. I partecipanti, come del resto tutti i popoli progressisti, hanno rifiutato l’argomento degli invasori secondo cui l’attacco sarebbe stato attuato nell’esercizio di un presunto diritto all’ “autodifesa”. E’ stato rilevato che in tale frangente la maggioranza delle vittime e' risultata essere di civili, che sono stati colpiti ospedali e case e che sono stati effettuati migliaia di arresti illegali di prigionieri politici, tra i quali si trovano ministri e rappresentanti eletti del popolo palestinese. Questo attacco, insieme all’ingiusta guerra contro il popolo dell’Iraq e alle minacce degli USA e dei loro alleati contro altri popoli della regione, come quelli dell’Iran e della Siria, e' indirizzato a stroncare ogni resistenza popolare che sta lottando giustamente contro le invasioni straniere e le forze di occupazione e per l’inalienabile diritto di un popolo ad essere padrone del proprio destino, a difendere la liberta', l’indipendenza e l’integrita' territoriale del proprio paese, a ricercare cambiamenti sociali e politici in direzione del socialismo. E’ stato notato che per promuovere efficacemente la direzione antimperialista delle lotte, le forze politiche popolari, progressiste e popolari devono essere in grado di conquistare una posizione egemone. L’incontro ha riconosciuto anche la necessita' di rafforzare i Partiti Comunisti e Operai, affinché possano mettersi alla testa del piu' ampio fronte di resistenza contro l’imperialismo, lo sfruttamento di classe e l’oppressione. Solo cosi' la lotta popolare potra' avere successo a livello nazionale, regionale e internazionale. I partecipanti all’incontro condannano tutti gli sforzi che sono stati fatti per ritardare l’emissione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza. Essi hanno espresso il loro disaccordo rispetto alle clausole della risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dal momento che essa e' l’espressione dello sforzo degli USA teso a concedere ad Israele cio' che non e' riuscito ad ottenere con il suo attacco. E’ stato anche rilevato che la risoluzione da' ad Israele il diritto di rivendicare il fatto di agire per “autodifesa”. Allo stesso tempo, Israele continua ad intervenire negli affari interni del Libano in merito alla questione del disarmo, nonostante il fatto che il popolo libanese, le forze politiche e il governo del Libano ritengano che tale questione riguardi il dialogo nazionale interno. I partecipanti hanno anche rifiutato le enunciazioni riguardanti lo spiegamento della forza internazionale e il suo mandato, in particolare perché si da' il diritto di realizzare gli obiettivi stabiliti da Israele. I partecipanti fanno appello ai paesi perché si astengano dal partecipare con truppe che ricevano tale mandato. I rappresentanti dei partiti rilevano il fatto che il lungo processo che ha portato a questa risoluzione mostra con sufficiente chiarezza l’acutezza della competizione tra le maggiori potenze imperialiste per le sfere di influenza e dominio. I partecipanti hanno sottolineato la necessita' di lavorare attivamente per la creazione di un fronte unito politico e sociale nella regione con il sostegno internazionale di altri partiti, movimenti e organizzazioni, contro il piano imperialista per il “grande Medio Oriente” e la sua presunta democratizzazione. I comunisti si pongono all’avanguardia della lotta per la democrazia e per la promozione degli interessi popolari, fronteggiando i tentativi di forze politiche che potrebbero cercare di sfruttare la situazione, descrivendo sé stesse come tutrici e “protettrici” dei popoli, pur essendo in realta' motivate dai propri interessi e dalla loro competizione con gli USA. I partecipanti, alla luce dei piu' recenti sviluppi, hanno espresso il loro disappunto in merito ad un’ulteriore scalata dell’aggressivita' israeliana contro i palestinesi e gli altri popoli della regione. Nell’affrontare questa situazione, i partecipanti hanno ritenuto che il movimento internazionale di solidarieta' con i popoli di Libano e Palestina e dell’intera regione debba essere ulteriormente rafforzato, insieme al sostegno alla lotta delle forze progressiste e democratiche della regione per la democrazia, la liberta' e la giustizia sociale. Essi hanno evidenziato la necessita' di intensificare la lotta per difendere l’indipendenza nazionale e l’integrita' territoriale di tutti i paesi contro ogni intervento imperialista, con qualsiasi pretesto avvenga. I partecipanti richiedono: - L’immediata cessazione del fuoco e l’immediato ritiro delle truppe israeliane dai territori libanesi, comprese le fattorie di Sebaa e l’immediato rilascio dei prigionieri libanesi. Essi inoltre condannano la violazione dello spazio aereo e terrestre e delle frontiere del Libano e richiedono la rimozione del blocco aereo, terrestre e marittimo del Libano da parte di Israele. - Il ritiro dell’esercito israeliano da tutti i territori palestinesi, libanesi e siriani occupati dal 1967, il completo smantellamento degli insediamenti, la demolizione del muro israeliano e la creazione di uno Stato palestinese con capitale Gerusalemme Est, accanto ad Israele. - L’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici libanesi, palestinesi e altri arabi, e l’immediata rimozione dell’assedio e del blocco dei territori palestinesi. - L’immediato rilascio dello speaker del Parlamento palestinese e di tutti parlamentari e ministri che sono stati presi in ostaggio da Israele. - Un Medio Oriente senza armi nucleari. L’incontro ha approvato una serie di iniziative e azioni congiunte che comprendono: - Una delegazione congiunta di rappresentanti dei Partiti Comunisti e Operai in Libano, Palestina e Israele. - L’azione congiunta dei nostri partiti nel Parlamento Europeo e nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. L’invito a prendere parte alle sessioni del Parlamento Europeo esteso ai rappresentanti dei Partiti Comunisti e Operai della regione, in particolare a quelli di Libano, Palestina e Israele. - L’organizzazione di azioni congiunte e di mobilitazioni dei partiti intorno alla meta' di settembre. L’utilizzo di eventi di massa, festival, ecc. per esprimere solidarieta'. - La pressione su ogni governo che non condanni l’aggressione israeliana. - La richiesta di riparazione a Israele e la condanna dei responsabili di crimini di guerra, con ogni metodo legale o utilizzabile. - L’intensificazione della solidarieta' e delle azioni congiunte anche in occasione dell’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai che sara' ospitato dal PC Portoghese a Lisbona il 10-12 Novembre 2006. - L’incoraggiamento della cooperazione tra le organizzazioni giovanili dei nostri partiti per la condanna degli interventi e delle guerre imperialisti mediante manifestazioni comuni, attivita' specifiche, ecc. L’organizzazione di un campo internazionale nel Sud Libano e la partecipazione allo sforzo di ricostruzione. - Il sostegno agli sforzi per incrementare l’aiuto umanitario, in cooperazione e coordinamento con il Partito Comunista Libanese. - La continuazione delle dimostrazioni, delle mobilitazioni e delle manifestazioni di solidarieta'. - Il sostegno alle iniziative di solidarieta' delle organizzazioni di massa, dei movimenti, dei sindacati, delle organizzazioni giovanili, contro la guerra imperialista in Libano, Palestina e Israele. - Il sostegno alle piu' significative azioni e iniziative internazionali dei movimenti di massa e delle organizzazioni internazionali come WPC, WFDY, WFTU, WIFD, ecc. Atene, 20 Agosto 2006 Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare Partiti partecipanti Tribuna Progressista Democratica (PDT) Bahrain Partito Comunista di Cuba AKEL – Cipro Partito Comunista Unificato della Georgia Partito Comunista di Grecia Partito Tudeh dell’Iran Partito Comunista di Israele Partito Comunista Giordano Partito Comunista Libanese Partito del Popolo Palestinese Partito Comunista Portoghese Partito Comunista della Federazione Russa Partito Comunista Sudanese Partito Comunista Siriano Partito Comunista di Turchia Contributi scritti e messaggi inviati da Partito Comunista di Egitto Partito Comunista di Macedonia Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese Partito Comunista di Palestina Partito Comunista dei Popoli di Spagna Partito Comunista Siriano Partito Comunista Operaio di Russia – Partito dei Comunisti di Russia Partito Comunista dell’Unione Sovietica Partito Comunista di Ucraina Unione dei Comunisti di Ucraina


Nome: mario ----- Data e ora: 17/01/2010 - 14.00.16 ----- Titolo: fronte del porto
MOVIMENTO FRONTE DEL POPOLO. LA PRESENZA DEL FRONTE DEL POPOLO AL NO MAFIA DAY DI ROSARNO. Di Ivan Maellace. L’appuntamento e' fissato per il 23 gennaio 2010 alle ore 11.00 davanti alla stazione ferroviaria di Rosarno. Due giorni dopo il NO MAFIA DAY di Reggio Calabria i giovani calabresi che hanno organizzato la fiaccolata per la legalita' hanno deciso di rivendicare la sovranita' popolare nella citta' vittima delle cosche della piana di Gioia Tauro. Una delle organizzatrici,Anna Leonardi,ha precisato “Volevamo farla il prima possibile,vogliamo far vedere subito che Rosarno,la provincia di Reggio Calabria e tutta la Calabria sono contro la mafia e sono solidali con chi si ribella”.Fronte del Popolo sara' presente per rivendicare la necessita' di lotta allo sfruttamento e all’imprenditoria criminale che ha dissanguato il territorio e ridotto in schiavitu' i lavoratori stagionali della piana di Gioia Tauro. La manifestazione dei lavoratori stagionali agricoli di Rosarno e' stata una ribellione alla criminalita' organizzata che gestisce il mercato del lavoro nella piana e soprattutto e' stata un ribellione al predominio culturale dell’omerta' e all’ignoranza del razzismo. Non siamo piu' disposti ad aspettare che le situazioni raggiungano il limite perché le istituzioni si occupino degli sfruttati e non siamo piu' disposti a sentirci dire che “erano stati stanziati dei fondi” oppure ascoltare la puntuale rassegna della Guardia di Finanza per l’incredibile lavoro svolto contro il lavoro nero.Questi numeri,peraltro scarni rispetto alla realta' che viviamo,non giustificano 2 mila persone ed oltre che vivono in stato di schiavitu' sotto agli occhi di tutti. Se la risposta della regione vuol dire mitigare gli effetti del predominio criminale nella zona non vogliamo neanche ascoltarla e non vogliamo ascoltare quei Rosarnesi che hanno detto di essersi comportati sempre in maniera umana,di aver anche fatto della carita'. Chi lavora per dodici ore al giorno ed oltre non deve avere nessun bisogno di carita' perché questo stato e' una repubblica democratica fondata sul lavoro e garantisce al lavoratore una vita dignitosa e una paga adeguata al lavoro svolto. I cinque mandati di cattura emessi per schiavismo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina non ci soddisfano perché sono arrivati tardi,dopo ben tre manifestazioni consecutive anno dopo anno, e perché non possiamo tollerare oltre che quelle aziende agricole che riscuotono puntualmente i fondi pubblici non rispettino la legge del nostro stato .La nostra e' una guerra alle mafie .Una guerra alle mafie violente della piana e una guerra alla mafia dei colletti bianchi sempre piu' intoccabili a causa della carenza di organico delle Prefetture calabresi e a causa delle scandalose manovre che si ripetono all’interno di queste prefetture che rendono impossibile il lavoro ai PM come Bruni. Siamo stanchi di ascoltare le notizia relative ai proscioglimenti dalle accuse rivolte da De magistris. Siamo stanchi di non ascoltare le notizie relative ai morti di cancro che aumentano esponenzialmente nella nostra regione. Siamo stanchi del bollettino di guerra della malasanita' calabrese. Siamo stanchi del nostro pesce disprezzato perche' i nostri mari sono stati avvelenati. La nostra guerra vuole attaccare principalmente il grigiore della politica assuefatta alle condizioni odierne e rassegnata a mediare il danno. Non dimenticheremo quello che e' successo a Rosarno perché tutta la regione e' sfruttata dagli stessi oppressori e i soldi dei finanziamenti pubblici,i soldi rubati ai lavoratori stagionali non fanno altro che accrescere il predominio della criminalita' nella zona .Ora pretendiamo che sia creata un alternativa alla realta' quotidiano di violenza e sfruttamento,una alternativa alla cultura mafiosa predominante ad iniziare dal risarcimento delle vittime. Gli immigrati regolari e gli italiani,qualunque sia il colore della loro pelle,non hanno nessuna colpa in questo abominio e lo stato ha il dovere di risarcire le vittime. Lo stato ha il dovere di premiare il lavoro e punire il furto perché non possiamo piu' tollerare il contrario e perché questo stabilisce la nostra legge e perché questa e' la lezione migliore da dare a chi e' rassegnato al predominio della mafia a casa nostra .Dobbiamo creare una realta' stabile di contrasto alla criminalita' che sia propositiva ed intransigente nei confronti della mafia di qualunque forma e di qualsiasi accento. Vogliamo delle risposte concrete dalle istituzioni alle nostre domande e non ci limiteremo alla consueta sfilata di buoni intenti perche' in questa terra e in questo paese siamo tutti degli sfruttati e non aspetteremo di diventare schiavi. Nell’immobilita' della politica regionale,l’unica via di uscita e' la partecipazione attiva di qualunque calabrese e di chiunque si trovi per lavoro nella nostra regione . Chiunque abbia a cuore le sorti di questa regione,oggi come mai ha il dovere di vigilare attentamente sulle gestione delle risorse e del territorio e pretendere l’immediato dipiano delle situazioni ambigue attraverso l’applicazione della legge perché la giustizia e soprattutto la mancanza di giustizia e' un problema che riguarda tutti noi.Il regime oggi si manifesta in tutto il suo potere nelle aule di giustizia di tutta Italia permettendo situazioni al limite ed oltre il limite della legge. Questo non possiamo piu' permetterlo perché oggi come mai sono i lavoratori e le fsce piu' deboli della popolazione a farne le spese. I nodi che legano la criminalita' alla politica si intrecciano nelle regioni del sud ma solo perché in una regione ormai dissanguata dimostrano tutta la loro debolezza.La criminalita' organizzata non e' solo un problema del sud e non dobbiamo farci convincere di questo perché la forza della mafia risiede nella vigliaccheria dell’anonimato e dell’intimidazione. Dobbiamo creare in collaborazione con tutti coloro che sono stanchi di non essere padroni sul territorio nazionale una dimensione onesta nella quale si possano sentire sicuri e ben accetti tutti coloro che vogliono tradire o semplicemente si voglio ribellare a una situazione ormai insostenibile.La condizione degli stagionali di Rosarno ha raggiunto un eccesso indicibile ma nel resto della regione e nel resto d’Italia la situazione non e' poi cosi' diversa.La presenza di Fronte del Popolo e' importante perché solo la democrazia partecipativa puo' vincere la complicita' della stasi politica e culturale nel paese.L’informazione e il movimento antimafia devono oltrepassare il limite della rete per dimostrare ai rassegnati che insieme e' possibile vincere la mafia e con essa la paura e lo sfruttamento.


Nome: nico ----- Data e ora: 17/01/2010 - 13.56.19 ----- Titolo: REGIONALI: LAZIIO BONINO E' REGALO PD A FINI
'Mi sembra che la candidatura di Emma Bonino nel Lazio sia un regalo del Pd a Fini'. Cosi' Paolo Ferrero, segretario del Prc, commenta l'appoggio dato da Bersani alla candidatura dell'esponente radicale nel Lazio. 'Bonino - spiega Ferrero parlando con i cronisti a Montecitorio - crea problemi a una parte del mondo cattolico, ma ne crea anche a noi sul piano sociale, anche perche' Polverini e' una sindacalista. Se andiamo a confrontarci su certi temi sociali, non so chi sia piu' a destra tra Polverini e Bonino'. FERRERO COME AL SOLITO PER RAGIONI DI OPPORTUNITA' POLITICA HA CAMBIATO IDEA E APPOGGIA LA BONINO CONTRO LA POLVERINI.QUESTO E' QUELLO CHE RIMANE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA O COME SI CHIAMA


Nome: Luca ----- Data e ora: 01/12/2010 - 16.26.10 ----- Titolo: Nuovo Blog
Buongiorno, se vi capita andate a vedere il mio blog personale. http://luca-78.blogspot.com Tieniamoci in collegamento per partecipare a future iniziative, manifestazioni, sondaggi e (se vi va) lasciate qualche commento. Non abbassiamo mai la guardia !!! A presto! Luca


Nome: nico ----- Data e ora: 01/11/2010 - 22.08.25 ----- Titolo: PROTESTA OPERAIA ALLA MAFLOW
MILANO-Alcuni operai della Maflow, multinazionale che produce tubi per il condizionamento delle vetture, in particolare per la Bmw, sono saliti all'alba di lunedi' sul tetto della sede centrale dell'azienda a Trezzano sul Naviglio, in via Boccaccio 1, nel Milanese, mentre altri loro colleghi hanno presidiato l'azienda passando la notte all'interno e picchettando gli ingressi. L'obiettivo della protesta, spiega il sindacato di base Cub, e' contestare la decisione della casa automobilistica tedesca di sospendere gli ordini a partire dallo scorso mese di dicembre. La societa', gia' in amministrazione straordinaria in tutto il gruppo da maggio scorso, ha avviato la procedura per la vendita. «Bisogna innanzitutto che la Bmw ripristini gli ordini - ha detto Walter Montagnoli della Cub - e che il Ministero per lo Sviluppo economico emani le necessarie autorizzazioni per permettere la vendita dell'azienda» La Maflow e' leader in Europa nella produzione di componenti per gli impianti di condizionamento delle principali case automobilistiche. Gia' di proprieta' del fondo Ilp Italian lifestyle (Hirsch & co.), il gruppo ha tre siti principali: a Trezzano sul Naviglio, Ascoli Piceno e in Polonia. Lo stabilimento milanese lavora su commesse che per l'80% arrivano dalla tedesca Bmw. Il sindacato milanese dei metalmeccanici spiega che «nonostante la crisi del settore dell'auto, per il 2009 ci sono ancora ordini per 300 milioni, ma i debiti accumulati presso le banche (in particolare Intesa Sanpaolo e Banca Popolare) portano il fondo proprietario a decidere di mettere in liquidazione l'azienda che, il 30 luglio scorso, entra in amministrazione straordinaria». La Fiom ha precisato all'inizio delle agitazioni, in novembre, che «a detta dei commissari ci sarebbero quattro soggetti interessati all'acquisizione del gruppo, ma la presenza in Polonia di un grande stabilimento simile a quello di Trezzano e il fatto che l'area su cui sorge e' gia' stata alienata e che l'immobile sia stato venduto ad una societa' del gruppo Unicredit sono delle pesanti ipoteche sul futuro del sito milanese». A tutto cio' si aggiunge che «Bmw ha recentemente deciso di spostare in Germania le commesse, che comunque sono sempre state evase puntualmente, nonostante la cassa integrazione straordinaria». Sul posto si e' recato il vicesindaco Oliviero Camisani con l'assessore alle attivita' economiche, Sandro Napoletano e altri componenti della Giunta per confermare il sostegno dell'Amministrazione. Nei giorni scorsi, il sindaco Liana Scundi ha anche scritto ai suoi colleghi primi cittadini dei Comuni dove risiedono i dipendenti della multinazionale per chiedere loro di mettere in atto interventi di aiuto ai lavoratori. Si attende a giorni una nuova convocazione del tavolo istituzionale, costituito al ministro dello Sviluppo economico poco prima di Natale, al quale prendera' nuovamente parte anche il sindaco di Trezzano....


Nome: antonio d'angelo ----- Data e ora: 01/10/2010 - 21.36.33 ----- Titolo: Patria, socialismo o morte!
Patria, socialismo o morte! Incontro e dibattito sulla Rivoluzione bolivariana e sul nuovo vincente socialismo del Venezuela Patria Socialista organizza: Incontro e dibattito sulla Rivoluzione bolivariana e sul nuovo vincente socialismo del Venezuela di Chavez Sabato 23 gennaio 2010, ore 17,00 Magazzini Popolari Casalbertone, via B. Orero 61, Roma Quasi due secoli fa il generale venezuelano Simon Bolivar combatté per emancipare l’America latina dal giogo colonialista. Sotto il vessillo nero della pirateria, un teschio con le tibie incrociate e la scritta, rossa “Liberta' o Morte”, che il Libertador portava con se nelle sue numerose campagne di Liberazione, si radunarono a migliaia gli oppressi e i popoli del Venezuela, del Peru', della Colombia, dell’Ecuador, di Panama. OGGI, i colori rossoneri tornano a sventolare, vincenti, nel Nicaragua sandinista, in Uruguay, nel Salvador mentre la Rivoluzione bolivariana riaccende le speranze di riscatto di tutti i popoli latinoamericani, fornendo nel contempo all’umanita' intera un esempio di dignita' e Resistenza al pensiero unico, allo sfruttamento capitalista, all’imperialismo. Studiando il caso del Venezuela del colonnello Hugo Chavez, avanguardia insieme al suo popolo nella lotta per il socialismo, analizzeremo la storia, i contenuti e le aspettative del processo rivoluzionario del XXI secolo. Interverranno : Jose Luis Berroteran Acosta - ambasciatore venezuelano in Italia Fabio Nobile – segretario PdCI Roma PROMUOVE: Patria Socialista - www.patriasocialista.it Il Circolo Bolivariano “José Carlos Mariategui” – Napoli - avendo gia' in passato, tenuto innumerevoli iniziative in appoggio alla esperienza della RIVOLUZIONE BOLIVARIANA E DI SOLIDARIETA' ALLA RESISTENZA ANTIMPERIALISTA DEI POPOLI DELL'A.L.B.A accoglie favorevolmente l'iniziativa eda' il proprio sostegno all' evento organizzato dai compagni di Patria Socialista, ritenedola un significatico momento di rottura del cordone "sanitario" che mezzi della disinformazione dei media al servizio dell'imperilaismo usamericano, hanno steso intorno alle nazioni ribelli del sudamerica, in special' modo in torno alla REPUBBLICA BOLIVARIA DEL VENEZUELA E DEL SUO SOCIALISMO, punta avanzata della cosruzione del socialismo del XXI secolo. Oltre ad essere presente all'incotro, invita anche i compagni di Napoli a fare pervenire la disponibilta' per una massiccia partecipazione all' incontro,partecipazione che e' ha il fattivo patrocinio del consolato di Napoli della Repubblica Bolivariana del Venezuela Compagni,non possiamo mancare ....diamoci una mossa .. Carissimi e ancor piu' care, i compagni di Patria Socialista hanno avuto l'intelligenza di organizzare questo importante incontro a Roma il 23 gennaio, sarebbe interessate essere presenti da Napoli con una nutrita delegazione, magari organizzandoci collettivamente. Ne abbiamo la possibilita' e sicuramente l'interesse. Credo che sia importante anche per conoscere e socializzare con questa organizzazione di compagni che hanno altresi', avuto l'intelligenza e la sensibilita' di recuperare il patrimono storico di una pagina della realta' italiana, quella dell'arditismo popolare. Gli arditi del popolo, infatti, sono stati gli unici a tenere insieme, soprattutto militarmente, comunisti, anarchici e socialisti - in un epoca in cui i partiti ufficiali del movimento operaio erano schiavi del loro ottuso settarismo e/o elitismo sterile [anche se mai uguale, la storia si ripete...] - in quella necessaria unita' antifascista dell'epoca, arruolando nelle loro fila, i soldati, contadini ed operai, di ritorno dal fronte del massacro che e' stata la Grande Guerra. Ricordando la figura di spicco del compagno Argo Secondari tra i principali ispiratori dell'organizzazzione militare e politica in opposizione al crescente paramilitarismo padronale delle squadre fasciste: « ...Fino a quando i fascisti continueranno a bruciare le Case del popolo, case sacre ai lavoratori, fino a quando i fascisti assassineranno i fratelli operai, fino a quando continueranno la guerra fratricida gli Arditi d'Italia non potranno con loro aver nulla di comune. Un solco profondo di sangue e di macerie fumanti divide fascisti e Arditi » (Dichiarazione di Argo Secondari all'assemblea degli Arditi del Popolo del 27 giugno 1921, riportata da "Umanita' Nova", Roma, 29 giugno 1921) "Contro il patriottardo pescecanismo... la nostra patria e' ovunque siano popoli oppressi!" (dalla sintesi di un documento della questura di Roma del 1921 fornito dalla spia infiltrata) Gli arditi, dopo la prima guerra mondiale, si impegnarono militarmente a fermare l'infezione e l'infiltrazione fascista - che hanno sequestrato e rubato ai movimenti popolari, parole, atteggiamenti, posture, stili, financo simbologie - nel movimento operaio e di massa, e cosi' come ai partigiani dopo la seconda guerra modiale, non possiamo che rendere loro onore! Arditi e Partigiani, SEMPRE! (VIDEO) Marcia commemorativa partigiani http://www.youtube.com/watch?v=nZH12yux9-I (VIDEO) Marcia Commemorativa - Onore e gloria eterna ai caduti partigiani http://www.youtube.com/watch?v=GT-bPrb6HJ0 http://www.patriasocialista.it/patriasocialista/wordpress/?p=379


Nome: antonio d'angelo ----- Data e ora: 01/10/2010 - 21.35.00 ----- Titolo: Comunicato politico - informativo n°1
Comunicato politico - informativo n°1 Comitato promotore per la costruzione del Fronte popolare di Liberazione Nazionale Cari amici, compagni, fratelli, inquilini, coinquilini casiliani, da innumerevoli discussioni e dall'esigenza di parecchi compagni presenti su questo social network e' scaturita la proposta di un incontro" informale", ma al di la' del "simil mondo" virtuale in cui il sistema capitalista ci ha rinchiuso, tanto per farci sfogare e per non farci dare fastidio ai tanti manovratori, ai sub-dominanti italici e peggio ai dominanti d'oltre oceano. Quello che si propone e' un momento d'incontro che e', e deve essere, un primo passo di reciproca conoscenza e di reciproca fiducia tra i tanti che sono stufi di sfogarsi “virtualmente” e la conseguente di recriminazione sulla sorte cinica e bara che ci riserva l'attuale fase storica. Come ben tutti sapete, la situazione politica e sociale, nel nostro paese e' arrivata alla fase della "cancrena", per i tanti sfiduciati non sembra esserci una via d'uscita (o per lo meno cosi ci fanno credere i mezzi della disinformazione italiaca e globale). Viviamo in un momento di estrema confusione. Il gattopardismo, il machiavellismo, l'asservimento, il tradimento, le giravolte ideologiche," l'idiotsimo parlamentaristico" di certuni (i confusionari che scambiano Lenin per Machiavelli ), che hanno pervaso e depravato i tanti reduci delle varie "rifognazioni di un comunismo da coop"; questi personaggi portatori di virus letali con le loro fasulle organizzazioni partitiche, ormai alla canna del gas, sono privi di un' analisi della faseche stiamo attraversando e delle conseguenti tattiche e strategie per affrontare un momento storico gravido di sconvolgimenti epocali. Non riteniamo che queste organizzazioni possano rappresentarci, non ne sono in grado (quando mai lo sono state IN VERITA'), né tanto meno possono essere tra coloro che potranno tirarci fuori dal pantano,pantano in cui loro stesse ci hanno infilato (gli esempi pratici a cui riferirsi sono migliaia, ma non e' questo il momento per dibatterne...); il loro unico obbiettivo e' quello del tirare a campare e di continuare ad essere la giustificazione al sistema democratico- borghese (come da 60 anni a questa parte e' stato ) e se ci fate caso anche in questo, i codesti presunti "comunisti”, assomigliano sempre piu' ai loro avversari (he prima chiamavano" nemici" ), li avete mai sentiti proferire da un po’ di tempo a questa parte le parole "socialismo" o "antimperialismo"? o richiedere "sovranita' nazionale" o l'uscita dell’ Italia dalla Nato? Beh, certo che no, dato che costoro sono stati tra quelli che hanno votato i crediti di guerra, le avventure in Libano e Afghanistan, l’ampliamento delle basi Nato, la costituzione dei GOM ,e dei CTP, sono coloro che bollavano col termine "Populisti" il comandante Chavez e Evo Morales, che non hanno speso che timide sillabe e balbettii sulla tragedia ’Honduregna e potremmo continuare all’infinito... Allora come porsi in antitesi a questa palude? Come uscirne? Quali sono i nostri riferimenti? D i quali i strumenti pensiamo di dotarci? Cari amici, l’antitesi a questa palude e' dotarsi di un' organizzazione, una struttura che faccia rincominciare a scavare la vecchia "talpa comunista", capace di chiamare a raccolta i tanti che non hanno smesso di credere che lo stato di cose presenti si possa abbattere, che ne hanno le palle piene dei chiacchiericci dei “funzionari del comunismo”, delle pseudo organizzazioni partitiche sempre piu’ assomiglianti a corporazioni caritatevoli, portatrici di "pannucci caldi" la cui unica attivita' politica dispiegata sul territorio e' lo sfilatino di pane ad un euro…. tanto mica si mette in discussione il modo di produzione capitalista… giammai ..si richiederebbe troppo! L’Organizzazione che abbiamo in mente e' un Fronte Popolare di Liberazione Nazionale, che non sia solo un contenitore di individualita' e soggettivita', ma anche un punto di aggregazione di organizzazioni che si riconoscono nella comune lotta antimperialista, anticapitalista e nella solidarieta' internazionalista, che abbiamo come punto centrale comune le radici marxiste e leniniste nonché quelle libertarie e anarcocomuniste. Per noi e' essenziale che chi si riconosce in questa struttura tenga ben presenti gli aspetti fondamentali della fase storica che stiamo attraversando e da cui e' possibile prendere spunti e riferimenti per superarla, infatti se e' cambiato il modo di produzione capitalista sono cambiate le categorie ed i soggetti di riferimento del conseguente conflitto che ne scaturisce, lavoro - capitale. La lotta di classe e' diventata principalmente lotta di liberazione nazionale, cioe' e' divenuta lotta antimperialista - anticapitalista a livello globale, dove sono i popoli del mondo che incarnano e perseguono “la lotta di classe”, popoli interi in marcia verso un nuovo socialismo, come ad esempio i popoli del continente ribelle sudamericano, che non vogliono piu' sottostare al comando unico dell'impero... Ripartire da Marx per dare al marxismo una nuova linfa, nuovo impulso, che non sia l’eterno dogma cristallizzato, da messale della santa chiesa di Treviri o da citazione dotta inconcludente per mentecatti da salotto; per noi il marxismo, e conseguentemente il leninismo, sono la chiave, il grimaldello e motore per capire come si muove il capitalismo SENZA SCENDERE NEL FIDEISMO ASSOLUTO E CAPENDONE IL GRANDE VALORE SCIENTIFICO E DI ANALISI; che sia ben chiaro il Capitale che non e' piu' quello del periodo fordista di espansione illimitata, ma e' in fase di ristrutturazione, una ristrutturazione violenta e sanguinaria che usa mezzi subdoli e criminali, metodi da genocidio planetario e i capitalisti si sono trasformati in oligarchi della grande finanza , “i funzionari del capitale” .... Essendo centrale sempre il conflitto lavoro/capitale, oggi questo passa attraverso una maggiore articolazione delle stesse modalita' con cui avviene lo sfruttamento e le politiche di rapina del lavoro e delle risorse naturali dei vari paesi. Potremmo ipotizzare l'equazione: flotta di classe = resistenze antimperialiste = sovranita' nazionale Facendo tuttavia attenzione a non confondere il concetto di "sovranita' nazionale" con quello di "nazionalismo"... non siamo infatti solo antimperialisti ( lo sono anche organizzazioni parafasciste), ma anticapitalisti e con l'intento ben chiaro di non per sostituire la dittatura del capitale con le corporazioni (certa ideologia fascista anche oggi si vanta di essere anticapitalista), bensi' con la dittatura del proletariato, transizione ancora necessaria verso la societa' socialista; transizione che prevede la socializzazione dei mezzi di produzione e della riproduzione sociale per rispondere alla idea finale, ovvero "a ciascuno secondo i propri bisogni da ciascuno secondo le proprie possibilita'".... per approdare alla fase ultima del comunismo: l'anarchia. Per noi essere anarchici e comunisti e' essenziale per distinguerci con le altre forme che vorrebbero ridurre il comunismo a una chiesa e mummificare il metodo scientifico marxiano, ingessandolo e quindi mortificandolo rispetto al mutamento delle societa'.... del resto anche la rivoluzione bolivariana, pur ispirandosi ed essendo fortemente legata alla tradizione marxista e leninista, e' un contributo alla pratica di rielaborazione del marxismo, contribuito dato con le peculiarita' di quelle societa'; basta infatti ascoltare o leggere il meraviglioso discorso di Chavez e Morales a Copenaghen per rendersi conto della vivacita' che oggi come oggi esiste solo in quella parte del mondo per quanto riguarda il fronte comunista rivoluzionario reale ....! Come giustamente ci dice il comandante Fidel sulla crisi e la situazione drammatica del fronte antimperialista in Europa – “GIUSTAMENTE - in occidente la sinistra, tutta !- ha accettato dopo la fine dell'Urss il compromesso con la borghesia e quindi si accontenta oggi di gestire il capitalismo, inserendosi nel processo riformista senza piu' la prospettiva del superamento del capitalismo... mentre solo in America latina e in alcuni singoli paesi europei, come la Grecia e il Portogallo, i comunisti sono ancora fedeli al marxismo e quindi antagonisti al capitale.... Per concludere, la “destra” in tutti questi anni ha potuto vince perché la “sinistra" (tenendo ben presente che "destra –sinistra" sono facce della stessa medaglia, il parco buoi in cui la borghesia rinchiude i suoi referenti istituzionali), dicevamo che la "sinistra" oggi ha smarrito l'analisi marxista come metodo per capire e comprendere il mondo e la societa' e questo ha fatto si' che non si e' stati piu' capaci di individuare il vero nemico di classe, quali sono le organizzazioni del comando imperialista (il gruppo Bilderbeg, la Trilaterale e CFR ,USAID –NED –FREDOM HOUSE implementatori di pseudo rivoluzioni “democratiche", ma in realta' demolitori di stati nazionali e rapinatori di risorse energetiche per nome e per conto della grande finanza angloamericana, vera cupola criminale dell’impero ). E quindi si e' andati dietro ai vari "pifferai di regime" (i Grillo, i Travaglio, i Santoro) che a parole si mostrano con la faccia dell'anti sistema e nei fatti pero' agiscono come dei fabbricatori di indignazione e denuncia, dimostrando di avere la sola funzione di sgonfiare e neutralizzare la pressione derivante dal disagio sociale, canalizzando quindi rabbia e malcontento verso falsi obbiettivi, facendo sfogare in ridicole e sterili marce, giornate di indignazione (di orwelliana memoria) sotto bandiere dei vari colori dell’iride, senza costrutto strategico, manifestazioni che, una volta concluse, avevano il merito di far rientrare il popolo bue nelle stalle, tenendolo pero' sempre tenerli pronto per il prossimo falso obiettivo... Seguendo la strategia che una volta prevedeva le stragi e oggi invece si serve della potenza mediatica delle tv e del web, facendo dimenticare che questi strumenti di oppressione e di distrazione di massa sono concentrati nelle mani di pochi che in maniera molto sottile ci fanno ragionare come vogliono loro sulle cose e decidono loro come, di cosa e quando si debba parlarne.... per cui marce indignazione per i colorati in Iran e oscuramento per la Palestina o l'Honduras...dirette televisive per i morti in Afghanistan e notizie ai margini dei tg per le morti sul lavoro o le lotte sociali..... Bene, ora tocca a chi legge, OLTRE A SOTTOSCRIVERE IL PROGRAMMA D’AZIONE DEL FRONTE che viene riportato di seguito, controfirmare ed approvate la nota; ma, sia ben chiaro, non tolleriamo la codardia o il "doppiogiochismo" e o si sta con noi condividendone le scelte e i presupposti sovrascritti o e' meglio che continuate a segarvi …non abbiamo tempo da perdere :) IL COMITATO PROMOTORE DEL FRONTE POPOLARE DI LIBERAZIONE NAZIONALE


Nome: chavez ----- Data e ora: 01/07/2010 - 20.33.12 ----- Titolo: appello per la Quinta Internazionale
Chavez lancia un appello per la Quinta Internazionale Scritto da Alan Woods, dal congresso del PSUV Sabato 21 novembre, il primo congresso straordinario del PSUV ha iniziato le proprie sessioni con la presenza di 772 delegati che indossavano una camicia rossa. La maggioranza erano lavoratori, contadini e studenti, eletti da circa 2,5 milioni di votanti (sulla carta i membri totali del partito risultano essere 7 milioni!). L’ atmosfera era carica di entusiasmo e di aspettative. dal sito In defence of Marxism Dopo una sessione inaugurale di canzoni rivoluzionarie ed un paio di discorsi di apertura tenuti da diplomatici dal Nicaragua e da El Salvador, Hugo Chavez ha dato inizio ai lavori congressuali con un intervento di cinque ore terminato poco dopo la mezzanotte. L’enfasi maggiore della prima parte del suo discorso e' stata il bisogno di formare una nuova internazionale rivoluzionaria, alla quale si e' riferito come la Quinta Internazionale. Chavez ha messo in evidenza come Marx avesse fondato la Prima Internazionale, Engels partecipato alla fondazione della Seconda Internazionale, Lenin fondato la Terza Internazionale e Leon Trotzky la Quarta, ma che per ragioni diverse nessuna di queste internazionali esiste oggi. Chavez ha sottolineato che tutte queste Internazionali avevano originariamente base in Europa, riflettendo cosi' le lotte di classe in questo continente, ma che oggi l’epicentro della rivoluzione mondiale e' in America Latina, in particolar modo in Venezuela. Ha rimarcato la presenza al congresso di 55 partiti di sinistra da 39 Paesi, e alla firma di un documento che ha chiamato l’Accordo di Caracas, basato sull’idea di una battaglia mondiale contro il capitalismo e l’imperialismo e a favore del socialismo. Ha ripetutamente sottolineato questa idea nel corso del suo intervento, che conteneva anche molte idee radicali, attacchi contro il capitalismo, che ha definito “una minaccia per il futuro della razza umana”. Riferendosi alla crisi del capitalismo mondiale, ha condannato i tentativi dei governi occidentali di salvare il sistema con ripetuti salvataggi da parte dello Stato. Il nostro compito – ha detto – non e' salvare il capitalismo ma distruggerlo. Riferendosi alla situazione interna, ha affermato come in Venezuela non si sia ancora riusciti ad eliminare il capitalismo ma che comunque si stia andando in questa direzione. L’annuncio che stavano per essere espropriate sette banche e' stato accolto con un applauso pieno di entusiasmo. Ha denunciato come l’oligarchia venezuelana sia una Quinta Colonna, vendutasi all’ imperialismo. Chavez ha messo in rilievo che lo stato venezuelano rimane uno stato capitalista e che questo e' un problema cruciale per la rivoluzione. Agitando una copia di Stato e Rivoluzione di Lenin (che ha consigliato di leggere a tutti i delegati), ha detto di accettare il punto di vista di Lenin secondo cui e' necessario distruggere lo Stato borghese sostituendolo con uno stato rivoluzionario, e che questo compito deve ancora essere portato a termine. Passando al problema della burocrazia ha informato di essere al corrente che alcuni dei delegati presenti erano stati eletti con mezzi irregolari, e che alcune persone erano interessate soltanto ad essere elette in Parlamento o come sindaci o governatori, il che secondo Chavez e' inaccettabile. Riferendosi al recente conflitto con la Colombia, ha ripetuto la propria richiesta di costruire una milizia popolare, e che ogni lavoratore, contadino, studente, uomo o donna, dovrebbe ricevere una formazione militare di base, e di come questo non debba rimanere scritto sulla carta ma essere messo in pratica. “Ritengo questo congresso molto importante” ha detto Chavez “ed e' mia intenzione prendere parte attivamente ai suoi lavori”. Ha ribadito che il congresso non deve finire domani (domenica 22 novembre), ma dovrebbe proseguire riunendosi periodicamente per i prossimi mesi, in modo da discutere tutti questi argomenti approfonditamente. Ha ripetuto che il dibattito deve essere democratico, prendendo in considerazione opinioni diverse, e che i delegati devono fare dei rapporti ai militanti di base del partito e discutere insieme a loro tutte le varie proposte e documenti. Il Presidente ha enfatizzato che il prossimo anno sara' un anno difficile. L’opposizione fara' tutto il possibile per vincere le elezioni per l’Assemblea Nazionale (il parlamento, ndt) nel settembre 2010. “Dopo quelle elezioni, mi verranno a cercare” ha detto. A questo punto un delegato ha gridato “Verranno a cercarci tutti!”. Tutto cio' mette in luce il problema principale. Dopo 11 anni ci sono segnali che le masse stanno diventando impazienti e frustrate per il ritmo lento della rivoluzione. La crisi del capitalismo sta generando i suoi effetti negativi, e molti sono disgustati dalla burocrazia e dalla corruzione che vedono dappertutto, compreso lo stesso Movimento Bolivariano. Questa frustrazione a volte trova espressione negli scioperi. Il Presidente si e' detto frustrato per alcuni di questi scioperi, nonostante abbia fatto appello al dialogo con i lavoratori. Ma dietro questo il sentimento piu' diffuso e' di ritenere che quelli che sono alla testa della rivoluzione non siano in contatto con le masse e non ascoltino ne' capiscano i loro problemi. Durante questo intervento, Chavez ha anche sottolineato la necessita' di recuperare le tradizioni del sindacalismo rivoluzionario, perche' la classe lavoratrice sta giocando un ruolo chiave nella rivoluzione. “La coscienza della classe lavoratrice e' la chiave per la costruzione del socialismo”, ha detto, aggiungendo che ci deve essere un legame stretto fra i lavoratori ed il partito. È chiaro che Chavez sta cercando di usare il congresso per rivitalizzare la rivoluzione. Speriamo che questo sia l’inizio di un nuovo passo avanti della Rivoluzione bolivariana, che puo' a avere successo solo passando all’offensiva, rompendo col capitalismo in maniera radicale, sferrando colpi decisivi contro l’oligarchia reazionaria e dando viva ad un autentico stato operaio come condizione necessaria per far avanzare il socialismo e lanciare un’ ondata rivoluzionaria nelle Americhe e su scala mondiale. Caracas, 21 novembre 2009.


Nome: immacolata ----- Data e ora: 01/07/2010 - 20.32.10 ----- Titolo: l’incontro internazionale dei Partiti di Sinistra
Venezuela: Il Congresso del Psuv e l’incontro internazionale dei Partiti di Sinistra Scritto da Jacopo Renda (invitato al Congresso del Psuv) martedi' 01 dicembre 2009 Il 19 e il 20 Novembre si e' svolto a Caracas un incontro internazionale dei partiti di sinistra. Hanno partecipato 55 partiti, tra cui Rifondazione Comunista, provenienti da 39 paesi dell’America Latina, dell’Europa e di tutti gli altri continenti. Questo incontro preparava l’apertura del Primo Congresso straordinario del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv). Sabato mattina le strade di Caracas si sono colorate di rosso, migliaia di studenti hanno invaso le strade attorno al teatro Teresa Carreno dove si svolgeva il congresso dando vita a una manifestazione studentesca nella quale tra l’altro protestavano contro l’installazione in Colombia di 7 basi militari americane che trasformano lo stato di polizia governato dal presidente filoimperialista Uribe in una vera e propria piattaforma logistica per l’imperialismo di Usa. Una minaccia chiara non solo contro la rivoluzione in Venezuela ma contro tutto il continente latinomericano ormai in aperta ribellione contro l'imperialismo. Il Psuv puo' vantare 7milioni e mezzo di iscritti dei quali due milioni e mezzo avevano diritto di votare al congresso. Tra questi oltre un milione hanno partecipato votando al congresso . La fase politica A 10 anni dall’inizio della rivoluzione venezuelana le questioni fondamentali per le masse non sono ancora risolte. È chiaro che in questi anni la mobilitazione popolare e della classe operaia ha ottenuto importanti conquiste come le Missioni sociali e la nazionalizzazione di importanti industrie come l’ acciaieria Sidor, la seconda di tutta l’America Latina con 15000 operai, e un miglioramento delle condizioni di vita tuttavia malgrado la mobilitazione popolare lo stato e i settori fondamentali dell’ economia restano le mani dei capitalisti. Anche nella fabbriche nazionalizzate grazie alla lotta operaia come in Sidor spesso a dirigere l'impresa sono gli stessi che c’erano quando era privata. In un simile contesto la battaglia per controllo operaio resta un punto chiave per il futuro della rivoluzione come sanno bene i lavoratori di Sidor. Il continuo sabotaggio economico da parte della borghesia, come dimostra il crollo degli investimenti privati, e' uno dei motivi attraverso cui si puo' spiegare come per la prima volta da anni attualmente l’economia del paese cresca solo dello 0,3 %. L'analisi che la Banca Centrale del Venezuela fa della situazione economica della regione piu' industrializzata del paese e' abbastanza chiara quando dice " Il Pil del settore metalmeccanico, che e' il settore trainante in Guyana, con 50mila lavoratori e' diminuito del 41% rispetto al 2008, sono scese del 17% le esportazioni non tradizionali e del 20% i minerali non metallici"' . Gli effetti sul movimento operaio rischiano di essere molto pesanti. Dopo una crescita economica del 18,3% nel 2004, del 10,3% nel 2005 e 2006 e dell' 8,3% nel 2007 le cifre attuali segnano una contrazione enorme dell' PIL. È chiaro che finché l’economia venezuelana e' una economia capitalista soffre la crisi mondiale che attraversa il pianeta. Molte della conquiste degli ultimi anni sono state possibili per l’intreccio tra la mobilitazione delle masse e una congiuntura economica favorevole nella quale il prezzo del petrolio ha giocato un ruolo importante. L’attuale crisi economica mondiale e gli effetti che inizia ad avere in Venezuela stanno generando una forte preoccupazione non solo tra un settore dell’avanguardia operaia e giovanile ma anche nello stesso Chavez. Un settore sempre piu' ampio e' alla ricerca di una via d'uscita che solo un programma marxista puo' dare. Come ha sottolineato Chavez nel discorso di apertura del congresso e' chiaro che il Venezuela non e’ancora un paese socialista. Senza un salto qualitativo c’e' il serio rischio che l’oligarchia borghese possa tornare all’attacco, armata come sempre di un profondo odio di classe contro i lavoratrori e contro Hugo Chavez. La formazione del PSUV La formazione del Psuv e' stata vista da una parte importante degli attivisti come un passo avanti ed effettivamente lo e'. Tuttavia l’entusiasmo generato attorno alla sua fondazione sta cedendo il passo ad una certa preoccupazione. Infatti all’interno del Psuv si manifestano le stesse tendenze burocratiche presenti nel Movimento Quinta Repubblica. Non e' un caso che abbia partecipato al congresso solo 1 su 7 degli iscritti. La battaglia contro la burocrazia e' uno degli elementi dove i militanti del Psuv vedono come non ci sua stato alcun passaggio qualitativo. È anche vero che grazie alla pressione dal basso che viene dalle cellule di base la burocrazia non ha potuto chiudere il congresso in tempi brevi come avrebbe voluto e il Presidente Chavez , rispondendo alle richieste della base, ha risposto allungando i tempi del dibattito fino a Aprile. Il discorso di Chavez Nellla giornata di apertura del Congresso Hugo Chavez ha parlato ai 772 delegati e agli invitati internazionali per oltre 5 ore. Un discorso diretto sulla crisi del capitalismo mondiale soffermandosi sulla crisi ecologica che mette a rischio il futuro dell’umanita'. Chavez ha ricordato le importanti conquiste della rivoluzione come il miglioramento tra l'altro delle condizioni di studio. Gli iscritti all’universita' sono passati da 668mila di 10 anni fa agli attuali 2 milioni 260mila. Il presidente ha inoltre denunciato il crollo degli investimenti privati come parte del sabotaggio della borghesia . Malgrado questi avanzamenti tutto il discorso e' stato improntato su come approfondire la rivoluzione visto che "in Venezuela lo stato resta borghese e non c'e' ancora il socialismo". Citando stato e rivoluzione di Lenin ha aggiunto che "bisogna farla finita con lo stato borghese parassita e costruire uno stato operaio". Sulla costruzione del partito il Presidente ha sottolineato che "mancano quadri di partito capaci di completare il processo iniziato 10 anni fa il congresso ha questo compiuto e che anche nel partito va lanciata una battaglia contro la burocrazia e contro chi si dice bolivariano ma e' al servizio dei capitalisti". Questa parte del discorso ha diviso la platea riflettendo le due anime del partito: quella rivoluzionaria e quella riformista che approfitta della rivoluzione per ottenere piccoli e grandi privilegi. Chavez e' apparso preoccupato e alla ricerca di una via d'uscita dall'attuale situazione complessa e difficile. Tra crisi economica, sabotaggio della burocrazia chavista e dei capitalisti e nuove minacce di aggressione come quella che viene dalla Colombia sotto la dettatura di Washington. Una ricerca onesta davanti alla fase delicata del processo rivoluzionario che lo ha portato a formulare la proposta della quinta internazionale Il dibattito sul socialismo del XXI secolo È chiaro che in questo momento l' America Latina ed in particolare il Venezuela sono il punto piu' avanzato dello scontro tra le classi a livello mondiale. La discussione attorno al socialismo del XXI secolo non fa parte solo del dibattito all’interno dei partiti comunisti e di sinistra in Europa ma e' un argomento chiave anche nel continente del Che e di Bolivar. Anche in Venezuela questo dibattito anima il movimento operaio e popolare. Un settore della burocrazia riformista del Psuv usa il cosiddetto ”socialismo del XII secolo” per continuare a difendere le vecchie idee riformiste che si basano sull'idea di un' economia mista, da costruire in modo flessibile a seconda delle specificita' nazionali il che in pratica vuol dire limitarsi a parlare del socialismo lasciando i padroni liberi di continuare a sfruttare le masse. Ma se la burocrazia propone questa idea riformista i settori piu' avanzati tra i lavori del mastodontico settore petrolifero e gli operai della Sidor organizzati nel Frente de los Trabajadores Revolucionarios hanno chiaro che il socialismo del XXI secolo non puo' che essere antimperialista, anticapitalista e socialista. Una idea del socialismo che vada fino in fondo nel processo rivoluzionario iniziato nel 1999 da Hugo Chavez, nazionalizzando sotto il controllo operaio le banche , la terra e le industrie fondamentali. I lavoratori venezuelano hanno tutta la forza per gestire la societa' come hanno dimostrato molte volte in particolare duramente la serrata padronale del settore petrolifero nel 2003. L’ incontro internazionale dei partiti di sinistra e “l’Impegno di Caracas” L' incontro internazionale dei partiti di sinistra ha prodotto un documento finale cui e' stato il dato il nome di Impegno di Caracas. Un documento che sicuramente contiene alcune proposta interessanti come una campagna internazionale contro l'installazione delle 7 basi Usa in Colombia, contro il Golpe in Honduras e in appoggio ai lavoratori dell'Industria dell'energia messicana in lotta contro la privatizzazione. Questi punti sono sicuramente utili ad iniziare un lavoro comune ma e' chiaro un documento nel quale non si siano risposte adeguate rispetto alla peggiore crisi economica degli ultimi 80 anni che riguarda la vita quotidiana di milioni di lavoratori nel mondo e nel quale la parola socialismo non quasi nominata e soprattutto non e' legata ad un piano di lotta e ad un programma concreto non puo' essere uno strumento di azione ma restera' semplicemente una astratta dichiarazione di principi. La proposta della Quinta internazionale La proposta di Chavez e' certamente interessante e ha generato un certo entusiasmo non solo in Venezuela ma tra gli attivisti piu' avanzati del movimento operaio e giovanile in America latina. La lotta di classe e' internazionale o non e', e questo e' chiaro. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di una internazionale rivoluzionaria. In questo senso e' positivo che il Prc abbia dichiarato il suo sostegno alla proposta lanciata da Chavez. È necessario tuttavia aprire una discussione profonda sugli obbiettivi dell' internazionale. La nuova internazionale puo' essere solo un strumento per le diplomazie delle burocrazie dei partiti per incontrarsi una volta all'anno e produrre qualche risoluzione che rimarra' sulla carta oppure armata di un progamma realmente marxista puo' trasformarsi un meraviglioso strumento per combattere il capitalismo e dare un futuro di vita a milioni di oppressi. Anche nell' internazionale lanciata da Chavez la lotta tra riformismo e rivoluzione sara' l'elemento chiave.